31enne uccisa a Budrio dal marito nella serata di sabato 23
ACCOLTELLA LA MOGLIE E FUGGE CON I FIGLI PRIMA DI COSTITUIRSI:
ANCORA UN FEMMINICIDIO IN REGIONE

A nemmeno dieci giorni dalla massiccia mobilitazione mondiale “One billion rising” contro la violenza sulle donne l’Emilia Romagna deve già purtroppo registrare un nuovo caso di femminicidio. E’ infatti cronaca di queste ore il brutale assassinio di una giovane donna a Budrio, nel bolognese. La donna, 31enne di origini marocchine, è stata accoltellata nella serata di sabato 23 dal marito, 54enne anch’egli marocchino.

Dopo l’ennesimo litigio l’uomo ha colpito a morte la moglie ed è fuggito in auto, sotto la nevicata, con i due figli di 4 e 2 anni. Prima di consegnarsi ai Carabinieri confessando l’accaduto ha portato i due figli presso l’abitazione di sua madre. Le forze dell’ordine erano già a conoscenza dei frequenti litigi in casa ed erano già intervenuti altre volte.

Questa sera – domenica – alle 21 donne e uomini di Budrio daranno vita d una fiaccolata, con ritrovo alle 21in piazza Filopanti, per ricordare la giovane vittima e dire basta a queste stragi di donne consumate tra le mura domestiche. La vita di questa donna si è infatti interrotta così, nella sua casa, con i suoi figli, per mano dell’uomo che aveva sposato. Per lei il pericolo non era fuori, ma tra le mura domestiche, come accade a centinaia di donne, vittime di violenza da parte dei loro mariti, compagni, padri. Per i suoi figli
violenza, soprusi e mancanza di rispetto tra i genitori potrebbero essere stati ingredienti della vita di ogni giorno, scene a cui assistere quotidianamente.

Anche “One billion rising” ce lo ha raccontato: oltre un miliardo di donne nel mondo è o è stata vittima di violenza da parte di un uomo. Anche in Italia, anche in Emilia Romagna, anche sotto casa nostra. In questi ultimi anni tanto è stato fatto in termini di sensibilizzazione e allerta dell’opinione pubblica: non altrettanto efficacemente, invece, si è agito sul fronte più operativo, in termini di provvedimenti che davvero tutelino le donne ed i loro bambini e di concreta prevenzione fin dalle più giovani generazioni.

Il sostegno e la valorizzazione delle realtà che da sempre si occupano dell’accoglienza delle donne vittime di violenza, spesso solo grazie al volontariato, è un’esigenza altrettanto indispensabile. A far parte del Coordinamento dei centri antiviolenza dell’Emilia Romagna sono undici centri che da anni lavorano per arginare un’emergenza che oggi è davvero sotto gli occhi di tutti: possiamo davvero permetterci di continuare ad ignorarla?

Coordinamento dei Centri antiviolenza dell’Emilia-Romagna

Scarica il comunicato stampa