L’associazione nazionale dei centri antiviolenza D.i.Re ha scritto qualche giorno fa al Presidente del Consiglio Renzi una lettera in cui si evidenzia che “le politiche di genere in Italia sono innegabilmente paralizzate, mentre la cultura della discriminazione e del sessismo cresce e si restringono ulteriormente gli spazi di autodeterminazione e di libertà delle donne”, che il Dipartimento Pari opportunità è senza guida politica dalle dimissioni nel 2013 della Ministra Josefa Idem, e si lamentano i provvedimenti frammentati e spesso discutibili come la depenalizzazione dell’aborto clandestino, ma con un innalzamento delle ammende fino a 15.000 euro, in un paese come il nostro che ha il 70% di medici obiettori, e non a tutte le donne comunitarie (come le romene) viene garantita l’assistenza sanitaria.

In un panorama del genere, fa piacere che almeno la Regione Emilia-Romagna arrivi al tradizionale appuntamento dell’8 marzo con il Piano regionale antiviolenza, che i centri chiedevano dal 2009, messo a punto in un tavolo di lavoro con istituzioni e centri antiviolenza. Il Piano è stato presentato il 24 febbraio scorso e sta iniziando il suo iter amministrativo verso l’approvazione. Per il triennio si prevedono sopratutto attività di formazione, prevenzione mirata a gruppi di donne a rischio, e il monitoraggio dell’utilizzo delle risorse nazionali stanziate per la prevenzione e il contrasto della violenza contro le donne perché non vadano disperse in interventi inidonei.

A livello cittadino, il prossimo rinnovo di giunta non deve fermare gli interventi sul fronte della prevenzione della violenza e del sostegno al centro antiviolenza, garantito dall’Accordo metropolitano firmato nei mesi scorsi, ma in cui una grossa parte di risorse dipende dagli stanziamenti nazionali, sempre incerti. La Casa delle donne si augura che la sensibilità delle prossime amministratrici e amministratori sappia riconoscere che, per sconfiggere la violenza, è necessario il sostegno delle istituzioni ai centri indipendenti di donne.

Dati dell’attività di accoglienza della Casa delle donne nel 2015

Nel 2015 la Casa delle donne ha accolto 754 donne (nel 2014 sono state 780; nel 2013 sono state 735; e 627 nel 2012), di cui 609 si sono rivolte al Centro per la prima volta durante il 2015, e altre 145 che hanno proseguito un percorso di accoglienza iniziato nell’anno precedente. Il 93% donne che hanno chiesto aiuto la prima volta, lo ha fatto per motivi di violenza (565 donne). Di queste il 66% sono italiane e il 34% straniere; il 71% ha figli; il 17% ha subito stalking, e ben il 27% ha fatto denuncia alle forze dell’ordine (la media nazionale è il 12,3% di quelle che hanno subito violenza dal partner o ex, Istat 2015).

Nei 3 rifugi segreti hanno trovato ospitalità 19 donne e 16 minori; nei 9 minialloggi di transizione verso l’autonomia sono state ospitate 13 donne e 7 minori. Altre 32 donne e 39 minori sono stati ospitati nella casa rifugio d’emergenza Save, dedicata alle vittime ad alto rischio. In totale si tratta di 57 donne e 60 minori ospitati (alcuni sono transitati in più di una struttura).

Il progetto Oltre la strada, nel corso 2015, ha accolto 25 donne, oltre alle 11 già in carico dagli anni precedenti, per un totale di 36 donne. 9 donne sono state ospitate nella struttura protetta del progetto, e 16 in altre soluzioni abitative. I motivi di immigrazione sono stati la falsa promessa di lavoro (14 donne); una relazione affettiva (7 donne); le restanti 4 per motivi di prostituzione, vendita da parte del nucleo d’origine o altro. 10 donne sono nigeriane (in aumento rispetto gli anni passati, probabilmente in relazione alla modifica della legislazione vigente che favorisce la richiesta di protezione internazionale), 4 donne provengono dall’Est Europa, 11 da paesi extraeuropei, in prevalenza Marocco. Infine, a sottolineare come le donne vittime di tratta siano in primo luogo vittime di violenza, il dato relativo alle violenza subite: su 25 donne, 23 sono state vittime di violenza fisica, 23 di violenza psicologica, 24 di violenza economica, e 15 di violenza sessuale.

La Casa ha attivato uno sportello dedicato alle donne straniere che richiedono un supporto dal punto di vista della regolarizzazione. L’obiettivo dello sportello è dunque l’emersione di eventuali casi di tratta e sfruttamento correlati a situazioni di violenza di genere.

Nel 2015 la Casa ha aperto un nuovo servizio rivolto agli adolescenti e alle giovani donne vittime di trauma, che prevede percorsi di psicoterapia per le vittime di traumi legati a violenze intrafamiliari ed extrafamiliari. Il progetto “No violence 3D. Le tre dimensioni della violenza: rilevazione, trattamento e prevenzione”, realizzato grazie al contributo della Fondazione del Monte, ha potuto aiutare 12 donne.

8 marzo: gli eventi che coinvolgono la Casa delle donne

Gli eventi organizzati direttamente o a cui la Casa delle donne darà il suo contributo in occasione della Giornata Internazionale della donna:

Domenica 6 marzo dalle ore 17.00, presso Centro G. Costa in via Azzo Gardino 48, concerto e reading del coro “Le chemin des femmes”, ingresso ad offerta libera a favore della Casa delle donne, e a seguire aperitivo.

Lunedì 7 marzo dalle 17.30 alle 19.00, in piazza Nettuno, il presidio permanente “Paura non abbiamo! L’8 marzo e non solo: libere di scegliere”

Martedì 8 marzo

alle 12.00, in via Larga, intitolazione della rotonda all’ingresso del centro commerciale a Elena Lucrezia Corner Piscopia, prima donna laureata della storia.

dalle 18.00 alle 21.00, presso Sala Silentium, Vicolo Bolognetti 2, si terrà l’iniziativa “Dalle donne per le donne” a cura di Tania Perju che vedrà l’incontro di tante realtà femminili attive a Bologna.

alle 19.00, da piazza de L’Unità, corteo per le strade del Quartiere per una passeggiata femminista notturna perché le strade sicure sono fatte dalle donne che le percorrono.

alle ore 20.30, presso il ristorante “Il Pescatore” di Anzola dell’Emilia, cena “Noi che… non festeggiamo solo oggi!”. Nel corso della serata si terrà un’estrazione a premi a favore di Casa delle donne. Info e prenotazioni 051 763388

Durante tutto il mese di marzo, presso la Farmacia Sorace Maresca di Castel Maggiore, si terrà l’iniziativa “Qualunque donna tu sia”: acquistando uno dei prodotti selezionati si sosterrà la Casa delle donne.

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