LA GIUNTA GUAZZALOCA HA DECISO DI CANCELLARE L’ESPERIENZA DELLA CASA DELLE DONNE PER NON SUBIRE VIOLENZA, LA PRIMA CASA APERTA IN ITALIA NEL 1990, CHE HA ACCOLTO PIÙ DI 3000 DONNE E 150 BAMBINI.

Questa decisione mette a rischio tante donne maltrattate e ci priva di un patrimonio di civiltà per le donne e per tutta la società bolognese. Più di diecimila cittadini e cittadine si sono rivolti al Sindaco affinché questa esperienza potesse proseguire. Ma la Giunta ha usato tutti i mezzi per far tacere la voce delle donne che gestiscono la Casa, creando un clima di sospetto, non riconoscendo né il lavoro da loro svolto con le donne, né quello di formazione e di confronto con le strutture sanitarie, la scuola, le forze dell’ordine. Per cinque mesi, a convenzione scaduta, in attesa del nuovo bando, le donne ospitate nella Casa sono state a totale carico delle operatrici, segno di una insensibilità eloquente da parte della Giunta.

L’ultima beffa è stata il bando per l’assegnazione del servizio: non hanno costituito titolo l’esperienza svolta e la competenza delle operatrici a lavorare con donne così fortemente traumatizzate. E’ stato così che ha potuto vincere un’associazione, Erendira, che nella sua storia, non dichiara alcuna pratica con donne violentate e maltrattate in famiglia.

Solo chi non ha esperienza può pensare di mettere queste donne in comunità “miste” o ” normali famiglie”. Solo chi è in malafede, può ritenere che contro la violenza sessuale sia sufficiente un servizio di pura emergenza. La mancanza nel progetto di un rifugio segreto può mettere a rischio la vita stessa delle donne accolte.

LA CASA DELLE DONNE PER NON SUBIRE VIOLENZA RAPPRESENTA IL SEGNO DI UNA BOLOGNA CIVILE E GENEROSA, COSÌ FACENDO, QUESTO SINDACO E QUESTA GIUNTA, NON LA RAPPRESENTA.

LE ASSOCIAZIONI DELLA TAVOLA DELLE DONNE: ARMONIE – ARCILESBICA -ARTEMISIA -LA META – UDI GRUPPO GIUSTIZIA – M.I.T. – GRUPPO DI LETTURA SAN VITALE – SOS DONNA – NOI DONNE INSIEME – PARANAMA – VISIBILIA – LE RAGAZZE DELLA MAPPA – LE FORMICHINE – DONNE DOLCI – ORLANDO – SCHOLE’ LE MELEGRANE; SPAZIO PUBBLICO DI DONNE – DONNE CGIL CISL UIL – SILP PER LA CGIL – SIULP – RETE DI DONNE DI BOLOGNA – DONNE PER IL GOVERNO DELLE CITTÀ – LE DONNE DS – LE DONNE DEMOCRATICHE – LE DONNE POPOLARI – FORUM DONNE PRC BOLOGNA – DONNE PDCI – DONNE VERDI – ASSOCIAZIONE AUTOTUTELA DELLA SALUTE – NUOVAMENTE – LIBERTA’ EGUALE – COORDINAMENTO PROVINCIALE DELLA MARCIA MONDIALE DELLE DONNE – CONSIGLIO DI RAPPRESENTANZA DELLA CONSULTA CONTRO L’ESCLUSIONE SOCIALE

stampato in proprio

Lettera alla Presidente dell’Associazione Erendira, vincitrice del bando.

Alla Presidente dell’Associazione Erendira dott.ssa Deanna Bussolari

presso la sede dell’Associazione
Via Bigari, 13-Bologna

Le scriviamo perché abbiamo appreso che la sua associazione ha vinto il bando per la gestione del servizio di supporto alle donne che hanno subito violenza, che dovrebbe sostituire la Casa delle donne per non subire violenza.

Vorremmo che lei in modo pubblico dicesse quali sono le esperienze che qualificano Erendira, come gestore di un servizio per le donne maltrattate e i loro figli.

Non ci bastano i titoli professionali, vorremmo conoscere le esperienze dell’Associazione in questo campo. Vorremmo anche sapere come è composta Erendira, qual è il suo Statuto e quali sono le sue reti di relazione.

Lei cita nel sito Internet, la Federazione delle Associazioni della famiglia e per la tutela dei minori, è la stessa Federazione delle Associazioni della paternità, della famiglia e per la tutela dei minori con la quale ha organizzato insieme all’Associazione dei padri separati, il Convegno su “La famiglia nell’epoca della globalizzazione”?

Non le sembra contraddittorio farsi coordinare a “Pronto, papà” da un uomo che ha scritto su Nuova paternità che “…Tutti i professionisti dell’antiviolenza si occupano solo di violenza sulle donne e sui bambini, essi hanno diviso arbitrariamente il mondo in violenti e violentati …Questo agire ci mostra che essi non sono imparziali, perché, …le vittime sono anche maschi. Anzi.”, e nello stesso tempo pensare di accogliere e di dare fiducia e sicurezza a donne maltrattate, abusate a volte a rischio della vita?

Non crede che quell’ “Anzi” sfidi la realtà?

E non le sembra inadeguato proporre a donne, in quelle condizioni di trauma, un’accoglienza in comunità numerose e promiscue come quella di S. Maria della Venenta che accoglie i soggetti più diversi? O addirittura ospitare in famiglia, donne che nelle loro famiglie hanno trovato l’inferno?

Vorremmo una risposta per poter esprimere un giudizio anche su questo servizio d’emergenza che in ogni caso non potrà mai sostituire la Casa delle donne per non subire violenza che, ne sia certa, continuerà a lavorare.

Bologna, 1 agosto 2000

Le Associazioni della Tavola delle donne che si sono riunite il 31 luglio 2000