Oltre la strada

Posted by on Ago 19, 2017 in Uncategorized | 0 comments

UN SERVIZIO CONTRO LA PROSTITUZIONE COATTA Premesse politiche La prostituzione in strada è oggi costituita in prevalenza assoluta da donne straniere clandestine, generalmente sottoposte a sfruttamento economico ed estorsione da parte di vari soggetti che entrano con ruoli diversi nell’organizzazione del viaggio e nella gestione della prostituzione in Italia. Dati sulle donne accolte dal 2002 al 2011 Per fornire un quadro del lavoro svolto dal Progetto “Oltre la strada” tra il 2002 e il 2011 dati riguardanti il numero complessivo di donne seguite nel loro percorso di regolarizzazione e di inserimento socio-lavorativo e il numero di nuove prese in carico. Viene inoltre considerato un dato riguardante le prestazioni effettuate nel periodo considerato La nostra esperienza si situa nell’accoglienza, sostegno e nell’inserimento sociale di donne che sono fuggite dalla strada e hanno denunciato i loro sfruttatori. Questo lavoro ci ha consentito di venire a contatto diretto con le loro storie e di conoscere più profondamente percorsi di vita e motivazioni di giovani donne che, innanzitutto, hanno scelto di emigrare ad ogni costo perché non individuavano possibilità di realizzazione nei loro paesi. Questa è la storia che accomuna le donne da noi accolte insieme al fatto che spesso le stesse hanno lasciato famiglie d’origine disgregate e violente o hanno lasciato figli in affido a parenti perché sole e senza reddito. Un dato emerge dalle storie delle donne: l’enorme esposizione alla violenza da parte di chiunque, sfruttatori e clienti, durante lo svolgimento della prostituzione. Il permesso di soggiorno alle vittime di tratta come è stabilito dalla legge italiana, pur essendo il migliore in Europa perché consente una reale possibilità di inserimento sociale, offre la possibilità ad un numero molto limitato di donne di uscire da una condizione di marginalità spesso assoluta. Storia del progetto La Casa delle donne che gestisce sin dal 1990 un centro di accoglienza fu contattata, alla fine del 1993 dalla Polizia con la richiesta di ospitare in emergenza, ragazze straniere fuggite dagli sfruttatori. Iniziammo con ciascuna un percorso che portò ad attivare le risorse necessarie per riallacciare i rapporti con la famiglia d’origine, rientrare in patria con il nostro supporto, garantire le condizioni di sicurezza e offrire aiuto specialistico. Quest’esperienza, complessa e fuori dal nostro campo d’intervento, ci ha condotte a collaborare con la Caritas, l’Associazione Ritorno al futuro e il Comune di Bologna: nell’aprile del 1995 fu attivato il progetto “Garantire alle donne il diritto a non prostituirsi” per accogliere donne straniere, clandestine, vittime di tratta e sfruttamento della prostituzione. Titolare del progetto era il Comune di Bologna, gli enti attuatori la Casa delle donne e la Caritas per gestire l’accoglienza, l’Associazione Ritorno al futuro per gestire borse lavoro ed l’inserimento lavorativo. Nel 1998 è stata introdotta...

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Gruppo di sostegno e di relazioni per donne che hanno subito violenza

Posted by on Mar 9, 2016 in Iniziative | 0 comments

Dieci incontri per esplorare le dinamiche della violenza vissuta e la consapevolezza del nostro femminile. A partire dal 4 maggio 2016, ogni mercoledì dalle ore 17,30 alle ore 20,00 alla Casa delle donne in Via dell’Oro 3 – Bologna. La partecipazione è gratuita. Adesioni e informazioni: potete contattarci entro il 18 maggio per un colloquio di valutazione. Referente Gruppi: Laura Saracino. T. 051 333 173 |...

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8 Marzo. Dati, riflessioni e iniziative della Casa delle donne

Posted by on Mar 7, 2016 in Comunicati Stampa | 0 comments

L’associazione nazionale dei centri antiviolenza D.i.Re ha scritto qualche giorno fa al Presidente del Consiglio Renzi una lettera in cui si evidenzia che “le politiche di genere in Italia sono innegabilmente paralizzate, mentre la cultura della discriminazione e del sessismo cresce e si restringono ulteriormente gli spazi di autodeterminazione e di libertà delle donne”, che il Dipartimento Pari opportunità è senza guida politica dalle dimissioni nel 2013 della Ministra Josefa Idem, e si lamentano i provvedimenti frammentati e spesso discutibili come la depenalizzazione dell’aborto clandestino, ma con un innalzamento delle ammende fino a 15.000 euro, in un paese come il nostro che ha il 70% di medici obiettori, e non a tutte le donne comunitarie (come le romene) viene garantita l’assistenza sanitaria. In un panorama del genere, fa piacere che almeno la Regione Emilia-Romagna arrivi al tradizionale appuntamento dell’8 marzo con il Piano regionale antiviolenza, che i centri chiedevano dal 2009, messo a punto in un tavolo di lavoro con istituzioni e centri antiviolenza. Il Piano è stato presentato il 24 febbraio scorso e sta iniziando il suo iter amministrativo verso l’approvazione. Per il triennio si prevedono sopratutto attività di formazione, prevenzione mirata a gruppi di donne a rischio, e il monitoraggio dell’utilizzo delle risorse nazionali stanziate per la prevenzione e il contrasto della violenza contro le donne perché non vadano disperse in interventi inidonei. A livello cittadino, il prossimo rinnovo di giunta non deve fermare gli interventi sul fronte della prevenzione della violenza e del sostegno al centro antiviolenza, garantito dall’Accordo metropolitano firmato nei mesi scorsi, ma in cui una grossa parte di risorse dipende dagli stanziamenti nazionali, sempre incerti. La Casa delle donne si augura che la sensibilità delle prossime amministratrici e amministratori sappia riconoscere che, per sconfiggere la violenza, è necessario il sostegno delle istituzioni ai centri indipendenti di donne. Dati dell’attività di accoglienza della Casa delle donne nel 2015 Nel 2015 la Casa delle donne ha accolto 754 donne (nel 2014 sono state 780; nel 2013 sono state 735; e 627 nel 2012), di cui 609 si sono rivolte al Centro per la prima volta durante il 2015, e altre 145 che hanno proseguito un percorso di accoglienza iniziato nell’anno precedente. Il 93% donne che hanno chiesto aiuto la prima volta, lo ha fatto per motivi di violenza (565 donne). Di queste il 66% sono italiane e il 34% straniere; il 71% ha figli; il 17% ha subito stalking, e ben il 27% ha fatto denuncia alle forze dell’ordine (la media nazionale è il 12,3% di quelle che hanno subito violenza dal partner o ex, Istat 2015). Nei 3 rifugi segreti hanno trovato ospitalità 19 donne e 16 minori; nei 9 minialloggi di transizione verso...

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La Casa delle donne aderisce e sostiene il presidio di solidarietà alle donne e di condanna delle violenze perpetrate a Colonia

Posted by on Gen 15, 2016 in Comunicati Stampa | 0 comments

La Casa delle donne per non subire violenza Onlus aderisce e sostiene il presidio di solidarietà alle donne e di condanna delle violenze perpetrate a Colonia che si terrà sabato 16 gennaio alle ore 17,30 presso il Cortile d’onore di Palazzo D’Accursio, piazza Maggiore. Con i fatti di Colonia e di altre città tedesche, improvvisamente l’opinione pubblica si accorge che gli uomini (stranieri, rifugiati) stuprano e molestano le donne, anzi si organizzano per farlo tutti insieme (il cosiddetto branco), dimenticando che anche gli uomini italiani (di tutto il mondo) lo fanno, lo hanno sempre fatto. Fa notizia perché avviene in una notte particolare, nelle tranquille e accoglienti città tedesche, ma desta molto meno clamore se la stessa cosa accade in piazza Tahrir durante la primavera araba, o silenziosamente ogni giorno dietro la porta delle nostre case. Perché, cos’altro sono i 2milioni e 800mila donne che subiscono violenza domestica (Istat 2015) se non un attacco ben organizzato da parte degli uomini alla libertà delle donne? Se ogni anno sono migliaia le donne in Italia che subiscono uno stupro, nella stragrande maggioranza dei casi da parte del loro partner? Qualcuna ha detto: “I maltrattanti sono diversi tra loro, ma sembrano essere andati tutti alla stessa scuola”. E’ questa scuola patriarcale che va smontata. La società maschile si sforza di occultare molto bene l’oppressione delle donne attraverso norme e valori che collaborano a far sì che i fatti di violenza siano manipolati e distorti in modo che il violento sia sempre l’”altro” (straniero, pazzo, alcolista, drogato, ecc.). In realtà chi ha molestato le donne a Colonia e altrove ERANO TUTTI MASCHI. La Casa delle donne rifiuta ogni strumentalizzazione sui fatti di Colonia e invita tutti/e a “guardarci in casa”, aprendo gli occhi sulla violenza che accade ogni giorno, ed esprimendo solidarietà attiva a tutte le donne che vivono/hanno vissuto situazioni di violenza. Nel rifiutare ogni ipotesi di scontro di civiltà tra Islam e Occidente, la Casa delle donne riconosce pari dignità a ciascuna cultura, e rifiuta semplicistiche strumentalizzazioni del corpo delle donne, invitando tutti, uomini e donne, a partire da sé nella lotta quotidiana al sessismo e alla “cultura dello stupro”. Si augura che i fatti di Colonia possano generare l’avvio di una riflessione che tenga conto della complessità della questione migrazione in relazione alle questioni di genere, senza relegare entrambe alla mera ottica allarmista e securitaria, depotenziando le soggettività...

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19 dicembre 2015: Christmas Rari Nantes Day

Posted by on Dic 14, 2015 in Iniziative | 0 comments

sabato 19 dicembre 2015 10.30-12.00 presso PISCINA STERLINO (Via Murri,113) si terrà il CHRISTMAS RARI NANTES DAY: MasterClass di Aquagym alla presenza di tutte le istruttrici (costo €10) e mercatino di Natale per bimbi e bimbe. Tutto il ricavato sarà devoluto a favore di Casa delle...

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Regala un sorriso

Posted by on Dic 3, 2015 in Iniziative | 0 comments

La Casa delle Donne ospita circa 50 bambini/e l’anno vittime di violenza domestica. Aiutaci a rendere la loro ospitalità più accogliente. Puoi donarci giocattoli (nuovi o usati, ma in buono stato). Contattaci! info.casadonne@women.it 051 333...

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