OBR: Un miliardo di donne che scendono in piazza è una rivoluzione!

Posted by on Feb 13, 2015 in Comunicati Stampa | 0 comments

Un miliardo di donne che subisce violenza è un atrocità. Un miliardo di donne che scendono in piazza è una rivoluzione! Torna a Bologna per il terzo anno consecutivo ONE BILLION RISING, la campagna ideata da Eve Ensler che ha spinto più di un miliardo di donne in tutto il mondo a danzare e manifestare contro le violenze subite dalle donne. La Casa delle donne per non subire violenza insieme donne singole e gruppi di donne bolognesi invita tutte ad essere presenti in piazza Maggiore sabato 14 febbraio a partire dalle ore 15 per dare vita al flash mob e al corteo che, passando da via Indipendenza e via Irnerio, terminerà al Parco della Montagnola. Le Nazioni Unite stimano che 1 donna su 3 sul pianeta sarà picchiata o stuprata nel corso della vita. Questo significa un miliardo di donne e bambine. Per chiedere di porre fine a questa violenza, la scrittrice statunitense Eve Ensler, fondatrice del movimento V-Day e autrice de I monologhi della vagina, ha ideato la campagna One Billion Rising, dando vita, il 14 febbraio 2013, alla più grande manifestazione di massa nella storia dell’umanità : oltre 10.000 eventi in tutto il mondo, seguiti dai maggiori canali d’informazione. Il 14 febbraio 2015 in 207 nazioni nel mondo e in più di 100 città italiane si ballerà per dire basta alla violenza contro le donne e le bambine. Anche quest’anno, quindi, il 14 febbraio 2015 alle 15 in Piazza Maggiore a Bologna, saremo tra quel miliardo di donne che danzeranno per dire BASTA! STOP ALLA VIOLENZA MASCHILE CONTRO LE DONNE! One billion Rising Revolution! 2015 15.00 Flash Mob 15.15-16.00 Balliamo con il gruppo di percussioni brasiliane Afroeira 16.00 Flash Mob 16.15-17.00 Drum circle con tamburi sciamanici e con il Labotatorio Sociale Afrobeat 17.00 Flash Mob 17.15-18.00 Lezione aperta di samba con il gruppo di musica brasiliana Sambaradan 18.00 Flash Mob 18.15 Corteo da Piazza Maggiore al Parco della Montagnola (via Indipendenza) 19.00 Festa di One Billion Rising Revolution al Parco della Montagnola all’aperto...

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Al Presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi

Posted by on Gen 19, 2015 in Comunicati Stampa | 0 comments

Al Presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi alla Consigliera Giovanna Martelli a tutti i partiti, le associazioni, gli organismi della società civile alle/ai cittadine/i interessate/i Siamo donne impegnate nei centri antiviolenza, nell’associazionismo femminile e nella politica; cittadine e cittadini che hanno a cuore la protezione delle donne da ogni tipo di violenza, operando per il diritto di ognuna a vivere la propria vita libera dalla violenza. Da anni chiediamo ai governi italiani di mettere a punto un Piano nazionale antiviolenza, così come hanno fatto quasi tutti i paesi europei e come viene richiesto dalla Convenzione di Istanbul. Il governo Letta, con la viceministra Cecilia Guerra, aveva iniziato nel 2013 un lavoro preparatorio per predisporlo, attivando vari tavoli interministeriali ai quali partecipavano anche i centri antiviolenza, ma per un anno tutto si è fermato, fino a un mese fa, quando il governo ha deciso di aprire una consultazione pubblica online su come dovrebbe essere questo Piano “Straordinario”. L’associazione nazionale dei centri antiviolenza italiani D.i.Re – Donne in rete contro la violenza ha già rifiutato queste modalità di consultazione perché “non è collezionando opinioni e commenti, critiche e suggerimenti, viziati dal pericolo serio della banalizzazione e dello svilimento del fenomeno della violenza alle donne che si affronta il tema dei diritti violati”. Infatti tutti possono vedere che sul sito del Dipartimento la stragrande maggioranza dei commenti sono fatti da chi – a dispetto di ogni evidenza scientifica – crede che non esistano i ruoli di genere e una cultura che sostiene e produce la violenza contro le donne, che il Piano si dovrebbe occupare della violenza sugli uomini, che l’educazione sia “indottrinamento”, che la violenza riguardi solo le culture “altre” e così via con i peggiori stereotipi. Non capiamo perché sia stato deciso, pur avendo a disposizione la competenza delle tante organizzazioni che da decenni si occupano delle vittime di violenza, che offrono servizi, competenze, formazione ed educazione al genere, azioni di messa in rete, scambio di buone prassi europee, ecc., di procedere in questo modo, azzerando tutto e lasciando che sul tema si esprima chi, non solo non ne sa nulla, ma anzi vorrebbe dare man forte alle posizioni dei maltrattanti, che certo non hanno bisogno di essere sostenute in un contesto, come quello italiano, pervaso dal più vieto maschilismo. Tutto questo ha il sapore di una presa di distanza da un impegno fattivo e tempestivo sul tema, che è invece quanto mai urgente e necessario. Manca un Ministero delle Pari Opportunità che sappia dare una guida, sappia far interagire esperte/i, sappia stilare norme che diano attuazione alla Convenzione di Istanbul, che pure l’Italia è stata uno dei primi paesi europei a ratificare. Chiediamo al Governo di riaprire i...

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Festival La Violenza Illustrata – IX edizione, 2014

Posted by on Nov 4, 2014 in Comunicati Stampa, Iniziative | 0 comments

Le iniziative culturali della Casa delle donne di Bologna per celebrare il 25 Novembre – Giornata mondiale contro la violenza alle donne Dal 6 novembre al 6 dicembre si terrà a Bologna e provincia la nona edizione del Festival La violenza illustrata che si è assunto la sfida di parlare della violenza sulle donne, della discriminazione, dell’abuso e del sessismo senza mostrare corpi scomposti, sangue o immagini che feriscono, ancora una volta, il corpo delle donne. Il Festival quest’anno parla di accoglienza e lo fa anche grazie al contributo dell’illustratrice Daniela Tieni che ha saputo rappresentare questo concetto che passa attraverso il riconoscimento, l’affermazione di sé, la valorizzazione del proprio vissuto e delle storie di vita che ruotano attorno alla Casa delle donne. “Happy hand”, dunque, mani felici di incontrarsi per auspicare il lieto finale che ogni donna dovrebbe avere il diritto di scegliere per sé. Anche quest’anno i progetti e l’attività della Casa delle donne sono stati molteplici, in particolare si segnala la conclusione del finanziamento del Dipartimento Pari Opportunità al progetto Save – Sicurezza e Accoglienza per Vittime in Emergenza – che ha accolto e ospitato in quasi due anni 63 donne e 74 minori, per un totale di 137 ospiti in una casa di emergenza in rete con il Pris, Pronto intervento sociale di Bologna e provincia, progetto a cui si darà continuità, per il momento, attraverso un servizio a retta, in accordo con il Comune di Bologna. In linea con il dato dello scorso anno, nei primi 10 mesi di quest’anno 534 donne hanno chiesto aiuto alla Casa, di cui 360 italiane e 174 straniere. In 19 sono state ospitate nelle case rifugio con i loro 17 bambini/e; nella casa Save in più sono state ospitate altre 26 donne e 26 minori. Continua anche la ricerca annuale sui femicidi in Italia, i cui dati verranno pubblicati l’8 marzo del 2015, per ora basti sapere che il fenomeno non registra picchi, è più o meno costante negli anni, e rappresenta l’esito della mancata protezione delle donne che ogni giorno subiscono violenza (per l’Istat più di un milione all’anno). Permane la difficoltà di assicurare finanziamenti certi a un’attività come quella della Casa che sta diventando sempre più ampia e complessa. L’Accordo attuativo quinquennale tra Comune e Provincia di Bologna, Comuni della provincia e Casa delle donne sta per scadere, e il Comune di Bologna, in ambito di Città Metropolitana, ha assicurato che si farà coordinatore in vista del rinnovo. La possibilità di avere finanziamenti governativi – stabiliti lo scorso anno all’interno del cosiddetto Decreto femminicidio – è sicura, ma non si può sapere se saranno aggiuntivi o sostitutivi di quelli attuali. Altra difficoltà sono i finanziamenti relativi...

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Le donne maltrattate dalla politica

Posted by on Lug 10, 2014 in Comunicati Stampa | 0 comments

Riparto dei fondi stanziati per la lotta alla violenza: il Coordinamento dei centri antiviolenza dell’Emilia-Romagna denuncia il rischio di penalizzare il lavoro ventennale delle associazioni   Tra circa un mese diventerà effettivo lo stanziamento di 17 milioni di euro previsto dalla legge 119/2013 (la cosiddetta “legge contro il femminicidio”) per il biennio 2013-2014. I fondi sono destinati alla prevenzione e alla lotta contro la violenza sulle donne. Ma a chi andranno le risorse stanziate e come ne beneficerà la lotta alla violenza sulle donne? Il 67% del finanziamento sarà gestito dalle Regioni e solo il 33% andrà ai centri antiviolenza, che riceveranno circa seimila euro ciascuno per il biennio. Una cifra irrisoria e del tutto insufficiente a coprire le necessità effettive dei centri, a incrementarne la possibilità di intervento o incentivarne la progettualità. L’esiguità degli stanziamenti non è l’unico problema. Desta indignazione l’assenza di un criterio coerente e ponderato di ripartizione dei fondi e il mancato riconoscimento del lavoro dei centri antiviolenza. La maggior parte dei fondi andrebbe, infatti, alle Regioni, che avrebbero il compito di finanziare generici progetti “contro la violenza”. Il rischio è quello di disperdere risorse e distribuire i fondi a soggetti poco competenti, anziché destinarli a quelle associazioni che lavorano da tempo e efficacemente sui territori. Il Coordinamento dei centri antiviolenza dell’Emilia-Romagna aderisce alla manifestazione nazionale di protesta promossa dall’associazione D.i.Re (Donne in Rete contro la violenza) per il giorno 10 luglio a Roma. Nonostante le recenti dichiarazioni della Assessora regionale alle Politiche sociali, Teresa Marzocchi, sembrino garantire in Emilia-Romagna un utilizzo mirato dei fondi previsti dal decreto, resta la necessità di sostenere il lavoro dei centri antiviolenza a livello nazionale. La posizione della Regione Emilia-Romagna può costituire un “precedente virtuoso”, ma non garantisce altre realtà territoriali in altre regioni. Il mancato riconoscimento di D.i.Re quale interlocutore è un altro motivo non trascurabile della protesta. Il lavoro di contrasto e prevenzione della violenza maschile contro le donne non si improvvisa: si basa su competenze specifiche, strategie e metodologie di intervento condivise e frutto di anni di esperienza, ricerca e confronto. Un approccio focalizzato sulla donna e sul suo diritto alla autodeterminazione. La lunga storia dei centri antiviolenza in Italia è un cammino politico e teorico, un incessante lavoro di apprendimento, un prezioso laboratorio di elaborazione e raccolta di saperi e pratiche a sostegno delle donne che subiscono violenza. Una superficiale ripartizione di fondi, già insufficienti, rischia di penalizzare il lavoro decennale delle associazioni,  danneggiando così il lavoro delle donne contro la violenza e le donne stesse. Coordinamento dei Centri antiviolenza dell’Emilia-Romagna Scarica il comunicato stampa...

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IX Edizione del Festival La violenza illustrata

Posted by on Lug 5, 2014 in Comunicati Stampa, Iniziative | 0 comments

Care/i tutte/i che avete collaborato alle varie edizioni del Festival, grazie a voi e al vostro impegno il Festival lo scorso anno ha raggiunto in pieno l’obiettivo che si era prefissato nel 2006, quando – su impulso delle ideatrici Chiara Cretella, Anna Pramstrahler ed Elena de Concini – la Casa delle donne decise di celebrare annualmente e in forma coordinata il 25 Novembre, Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Avevamo l’obiettivo di raggiungere un pubblico ampio, fatto di singole e singoli, di associazioni e istituzioni. Volevamo informare, creare cambiamento e prevenzione, usando strumenti e linguaggi diversi, dall’arte al dibattito, per mostrare la violenza maschile contro le donne, evitando immagini cruente perché è assodato che la violenza genera emulazione. Esiste per fortuna un modo corretto – e il Festival in questi anni l’ha dimostrato – per parlare della discriminazione e dell’abuso, della violenza e del sessismo senza mostrare corpi scomposti, sangue o immagini che ledono ancora una volta il corpo delle donne. Il Festival è stato un vero e proprio catalizzatore, un contenitore, e soprattutto un promotore di tutte le iniziative presenti sul territorio di Bologna e provincia legate alla tematica comune della violenza contro le donne. L’edizione 2013 del Festival è arrivata a riunire ben 74 eventi, seguiti da più di 4.000 persone, organizzati da più di 100 soggetti diversi. Governare questo cartellone di eventi è stato uno sforzo superiore alle nostre risorse e ci siamo poste più di un interrogativo sul futuro del Festival. La Casa ha scelto di continuare e di farlo con una formula diversa che ci consenta di non implodere. Prevediamo un numero inferiore di eventi da definirsi entro luglio e di dare continuità alle tante collaborazioni attive con la disponibilità a portare un nostro contributo anche ad eventi fuori dal programma, qualora venga richiesto. Siamo consapevoli che la strada è ancora molto lunga per giungere alla sconfitta della violenza maschile contro le donne, ma sappiamo che, grazie al supporto e all’attività di sensibilizzazione che avete fatto in questi anni insieme alla Casa, grandi passi in avanti sono stati fatti per diffondere la cultura del rispetto e della non violenza. Ci auguriamo che lo spirito di contaminazione del Festival raggiunga tanti altri contesti e vi diamo appuntamento alle iniziative della IX edizione.   La Casa delle donne...

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