D.i.Re contro gli attacchi all’autodeterminazione delle donne e per l’applicazione della legge 194.

Posted by on Gen 20, 2014 in Comunicati Stampa | 0 comments

In Italia, in Spagna e in Europa continuano gli attacchi alla autodeterminazione delle donne per mezzo di scelte politiche che negano o limitano le leggi per l’interruzione volontaria della gravidanza. Lo scorso mese di dicembre, il governo spagnolo si è fatto promotore di una legge che, se sarà approvata dal parlamento spagnolo, limiterà l’aborto legale ai casi di violenza sessuale o di gravi condizioni di salute delle donne. Saranno delle commissioni di medici o di giudici a valutare la gravità dei casi, invece delle donne. Il governo spagnolo vuole riportare le donne indietro nel tempo, negando loro piena cittadinanza e libertà di scelta. Nel nostro Paese l’obiezione di coscienza di ginecologi, che oggi riguarda il 70 per cento dei medici delle strutture pubbliche, ha lentamente ma inesorabilmente reso inapplicabile la legge 194. Il processo di svuotamento dell’efficacia della legge è cominciato sin dalla sua approvazione. Una legge civile che aveva affrontato il problema dell’aborto clandestino e permesso alle donne di interrompere la gravidanza in situazioni di sicurezza. L’attacco alla salute sessuale e riproduttiva delle donne ha compreso anche la falcidie dei consultori, luoghi dove si attuava educazione alla contraccezione e alla salute riproduttiva delle donne. Il Parlamento europeo nel dicembre nero dei diritti delle donne, habocciato la risoluzioneEstrelache prevede azioni a tutela della salute delle donne e delle ragazze, educazione sessuale e prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili. Questa politica vìola il diritto alla piena cittadinanza delle donne, le indebolisce e le espone a vittimizzazione e alla violenza maschile in totale contraddizione alle Convenzioni Internazionali che contrastano la violenza di genere. Ci mobiliteremo in difesa del diritto alla salute e per la libertà di scelta, per fermare questa controriforma che apre le porte all’oscurantismo, nega i diritti e la piena cittadinanza alle donne in violazione della Carta Europea. Il governo spagnolo, il parlamento europeo e il governo italiano devono cambiare rotta e rispettare i principi della democrazia : riconoscere e favorire l’autonomia morale, preservare la libertà di coscienza e garantire la pluralità di interessi di tutte le donne. Siamo a fianco delle donne spagnole e chiediamo al parlamento e al governo italiano di attivarsi per affrontare il problema dell’obiezione di coscienza per un piena applicazione della legge 194! Scarica il comunicato...

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Condominio Diffuso… Al Savena

Posted by on Dic 2, 2013 in Comunicati Stampa, Iniziative | 0 comments

Quando il condominio diventa solidale Cooperativa sociale Universo Famiglia e Casa delle Donne insieme per il progetto sperimentale “CONDOMINIO DIFFUSO… AL SAVENA” Solidarietà entra nei condomini sul territorio del Quartiere Savena grazie alla collaborazione tra Cooperativa sociale Universo Famiglia e Casa delle Donne per non subire violenza Onlus, in collaborazione con Comune di Bologna- Quartiere Savena. Dal 3 dicembre al 31 dicembre 2013 sarà operativo il progetto sperimentale “CONDOMINIO DIFFUSO…AL SAVENA” che arriva a proporre e creare sul territorio una forma di comunità solidale, intrecciando realtà diverse per contribuire in maniera efficace ad un duplice obiettivo: fornire una forma di assistenza qualificata ad anziani in un primo stadio di necessità psico-fisica anche in ottica di prevenzione di stadi di non-autosufficienza più penalizzanti sostenere donne, inserite in un progetto di inclusione sociolavorativa, in un percorso di volontariato che le porti all’acquisizione di competenze utili per una professione, quale quella di assistenti familiari, e quindi per l’ottenimento di autonomia e dignità. La sperimentazione intende avviarsi sul versante dell’assistenza familiare per poi estendersi ad un’operazione di mappatura dei bisogni degli stessi abitanti dei condomini a cui rispondere sempre più in maniera adeguata e preventiva, anche in collaborazione con l’amministrazione comunale e i servizi territoriali del Quartiere. Nel corso del 2013, la Casa delle donne per non subire violenza Onlus, con il cofinanziamento del OHCHR, ha messo in atto il progetto “Empowerment and social inclusion for victims of trafficking through education and work experiences” che ha previsto la realizzazione di corsi di italiano L2, laboratori di recupero motivazionale e un corso di formazione per assistenti familiari. E proprio in questo ambito si inserisce la partecipazione al progetto “CONDOMINIO DIFFUSO…AL SAVENA” di cinque donne, che hanno partecipato ai corsi di formazione coordinati e condotti da Cooperativa sociale Universo famiglia, e che metteranno in campo le competenze acquisite nell’attività di assistenza domiciliare nei confronti di una decina anziani. “Insieme abbiamo valutato l’importanza di unire un momento di volontariato e di crescita delle donne che intendono intraprendere questo tipo di lavoro con la necessità di alcuni nuclei familiari con disagio. – afferma Vittoria Affatato, presidente della Cooperativa sociale Universo Famiglia – L’esperienza e la competenza maturata dalla cooperativa in termini di comprensione dei bisogni degli anziani, delle famiglie e delle assistenti, saranno di supporto e monitoraggio alle donne coinvolte”. La prospettiva di “CONDOMINIO DIFFUSO…AL SAVENA” sarà rispondere al bisogno diffuso di assistenza di una larga fetta di anziani non (o solo parzialmente) coperti dall’intervento pubblico, ma che non possono accedere ad un’offerta ‘privata’ per motivi economici e, allo stesso tempo, favorire un percorso di inserimento lavorativo a donne a loro volta provenienti da situazioni di difficoltà. Scarica comunicato in formato PDF  ...

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Violenza di genere in Emilia-Romagna: I dati del 2013

Posted by on Nov 25, 2013 in Comunicati Stampa | 0 comments

Il 25 novembre è stato designato come “Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne” dall’Assemblea Generale dell’ONU nel 1999. Una ricorrenza simbolica e necessaria che i centri antiviolenza ogni anno celebrano presentando i dati e il lavoro che quotidianamente svolgono a sostegno delle donne che subiscono violenza. Quest’anno, alle tante iniziative si aggiunge lo Sciopero delle donne, una mobilitazione nazionale alla quale il Coordinamento dei centri antiviolenza dell’Emilia-Romagna ha scelto di aderire per manifestare pubblicamente il proprio impegno politico per fermare la cultura della violenza e il femminicidio. La partecipazione e la mobilitazione delle donne sono state, in passato, la forza motrice che ha reso possibile la nascita e l’istituzione dei centri antiviolenza in Italia. Non a caso la costruzione di reti locali e la creazione di forme di collaborazione ufficiali che consentano la condivisione di progetti e percorsi politici sono una parte importante del lavoro svolto dai centri antiviolenza. Oggi il sapere, l’esperienza e la rete dei centri sono una realtà sempre più attiva e consolidata sul territorio, ma ancora non sufficientemente riconosciuta, tutelata, supportata. E i numeri della violenza di genere in Italia restano drammaticamente alti. Alla data del 30 ottobre, si contano già 10 femicidi e 10 tentati femicidi in Emilia-Romagna, ben 109 femicidi sul territorio nazionale. Numeri di fronte ai quali è necessario fermarsi e “scioperare” formando un blocco ideale per resistere di fronte alla cultura patriarcale del nostro Paese, che alimenta e legittima la violenza contro le donne. Per dare voce e corpo alla denuncia, al desiderio di cambiamento e alla richiesta di un impegno concreto da parte delle istituzioni. Il Coordinamento riunisce tredici centri antiviolenza attivi in Emilia-Romagna: tredici realtà radicate sul territorio che si occupano del fondamentale lavoro di accoglienza e ospitalità delle donne vittime di violenza e che condividono metodologie di intervento, buone prassi e progetti. Il Coordinamento, inoltre, svolge un incessante lavoro di informazione e sensibilizzazione sulla violenza di genere. Campagne e inziative pubbliche sui temi della violenza di genere sono fondamentali non solo per innalzare il livello di consapevolezza nella società civile, ma anche per favorire la possibilità delle donne di uscire dal silenzio e chiedere aiuto e per prevenire la violenza. I centri antiviolenza affrontano il problema anche a monte svolgendo un prezioso lavoro di prevenzione: corsi di educazione al genere nelle scuole superiori, laboratori formativi, incontri con insegnanti, iniziative e campagne rivolte agli/alle adolescenti. Strumenti legali, sovvenzioni pubbliche e supporto istituzionale sono necessari per dare soluzioni concrete al problema e per aiutare fattivamente le donne vittime di violenza, ma la sfida principale della lotta contro la violenza di genere si gioca sul piano culturale. Non vivremo mai in una società libera dalla violenza se non...

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Le considerazioni di D.i.Re sul decreto legge femminidicio nelle Commissioni Affari Costituzionali e Giustizia della Camera dei Deputati

Posted by on Set 11, 2013 in Comunicati Stampa | 0 comments

Ieri mattina, D.i.Re è stata ascoltata dalle Commissioni riunite Affari Costituzionali e Giustizia della Camera dei Deputati, in merito alla indagine conoscitiva per la conversione in disegno di legge, del decreto legge sul femminicidio. D.i.Re ha evidenziato come nel decreto legge manchi qualunque riferimento al riconoscimento del ruolo che i centri antiviolenza svolgono da anni in Italia grazie ad interventi e a progetti di contrasto alla violenza contro le donne, tantomeno viene fatto riferimento a politiche di sostegno dei centri antiviolenza. Non condividiamo inoltre il riferimento ad un Piano nazionale straordinario di contrasto della violenza contro le donne: gli interventi nei confronti del fenomeno non debbono rispondere a misure eccezionali perché la violenza contro le donne non è un fenomeno straordinario ma culturale che ha sempre avuto ampia diffusione. Il decreto legge persegue una politica di intervento emergenziale del problema, non risponde alle richieste della Convenzione di Istanbul recentemente ratificata dal Parlamento, di svolgere un intervento sistemico e di realizzare delle politiche globali ed integrate per affrontare il problema della violenza maschile. Pertanto al Governo e al Parlamento si chiede il rinnovo ed il miglioramento del Piano Nazionale esistente, e di attuare pienamente la Convenzione di Istanbul, riconoscendo in modo inequivocabile il valore storico-culturale e professionale dei Centri antiviolenza appartenenti a D.i.Re e il loro coinvolgimento in tutti i tavoli tecnici che si occupano di violenza, e lo stanziamento di specifici e adeguati fondi definiti nella legge di stabilità. Scarica il comunicato in formato...

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Ancora uomini che uccidono le donne

Posted by on Lug 17, 2013 in Comunicati Stampa | 0 comments

Ragazza di 20 anni uccisa a Parma, fermato il fidanzato A meno di tre settimane di distanza dal rinvenimento del corpo di Silvia Caramazza a Bologna, si registra un nuovo caso di femicidio in Emilia-Romagna. Una ragazza di 20 anni, Michelle Campos Verde, è stata trovata morta ieri sera nella sua abitazione, in centro a Parma. Il corpo è stato ritrovato dalla madre, che ne aveva denunciato la scomparsa nel primo pomeriggio di ieri. Gli inquirenti hanno fermato il fidanzato, mentre era in fuga a Milano. Anche in questo caso, le prime testimonianze raccolte ci raccontano una storia di violenza che durava da tempo e che, come purtroppo tante altre, si è conclusa con la morte della donna. L’uccisione violenta da parte del partner o ex-partner è la forma più estrema di violenza contro una donna, un fenomeno che il Coordinamento regionale dei centri antiviolenza dell’Emilia-Romagna ha scelto di chiamare femicidio. Con questo termine si vuole identificare l’estrema conseguenza della violenza sulle donne, che si basa su una relazione asimmetrica tra i generi e determina la discriminazione e l’annientamento delle donne sul piano sociale, psicologico, economico, simbolico, fino a quello fisico. Le donne in Italia continuano a morire per mano dei loro uomini senza che ancora ci siano degli strumenti legislativi concreti ed efficaci che le tutelino. Con il caso di Parma il conteggio delle donne uccise in Emilia-Romagna dall’inizio dell’anno sale a 5: storie, dati e numeri che non possono più essere ignorati e che richiedono interventi strutturali a sostegno dei centri antiviolenza e un’assunzione collettiva di responsabilità da parte di istituzioni e società. Scarica comunicato in formato...

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