8 Marzo. Dati, riflessioni e iniziative della Casa delle donne

Posted by on Mar 7, 2016 in Comunicati Stampa | 0 comments

L’associazione nazionale dei centri antiviolenza D.i.Re ha scritto qualche giorno fa al Presidente del Consiglio Renzi una lettera in cui si evidenzia che “le politiche di genere in Italia sono innegabilmente paralizzate, mentre la cultura della discriminazione e del sessismo cresce e si restringono ulteriormente gli spazi di autodeterminazione e di libertà delle donne”, che il Dipartimento Pari opportunità è senza guida politica dalle dimissioni nel 2013 della Ministra Josefa Idem, e si lamentano i provvedimenti frammentati e spesso discutibili come la depenalizzazione dell’aborto clandestino, ma con un innalzamento delle ammende fino a 15.000 euro, in un paese come il nostro che ha il 70% di medici obiettori, e non a tutte le donne comunitarie (come le romene) viene garantita l’assistenza sanitaria. In un panorama del genere, fa piacere che almeno la Regione Emilia-Romagna arrivi al tradizionale appuntamento dell’8 marzo con il Piano regionale antiviolenza, che i centri chiedevano dal 2009, messo a punto in un tavolo di lavoro con istituzioni e centri antiviolenza. Il Piano è stato presentato il 24 febbraio scorso e sta iniziando il suo iter amministrativo verso l’approvazione. Per il triennio si prevedono sopratutto attività di formazione, prevenzione mirata a gruppi di donne a rischio, e il monitoraggio dell’utilizzo delle risorse nazionali stanziate per la prevenzione e il contrasto della violenza contro le donne perché non vadano disperse in interventi inidonei. A livello cittadino, il prossimo rinnovo di giunta non deve fermare gli interventi sul fronte della prevenzione della violenza e del sostegno al centro antiviolenza, garantito dall’Accordo metropolitano firmato nei mesi scorsi, ma in cui una grossa parte di risorse dipende dagli stanziamenti nazionali, sempre incerti. La Casa delle donne si augura che la sensibilità delle prossime amministratrici e amministratori sappia riconoscere che, per sconfiggere la violenza, è necessario il sostegno delle istituzioni ai centri indipendenti di donne. Dati dell’attività di accoglienza della Casa delle donne nel 2015 Nel 2015 la Casa delle donne ha accolto 754 donne (nel 2014 sono state 780; nel 2013 sono state 735; e 627 nel 2012), di cui 609 si sono rivolte al Centro per la prima volta durante il 2015, e altre 145 che hanno proseguito un percorso di accoglienza iniziato nell’anno precedente. Il 93% donne che hanno chiesto aiuto la prima volta, lo ha fatto per motivi di violenza (565 donne). Di queste il 66% sono italiane e il 34% straniere; il 71% ha figli; il 17% ha subito stalking, e ben il 27% ha fatto denuncia alle forze dell’ordine (la media nazionale è il 12,3% di quelle che hanno subito violenza dal partner o ex, Istat 2015). Nei 3 rifugi segreti hanno trovato ospitalità 19 donne e 16 minori; nei 9 minialloggi di transizione verso...

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One Billion Rising 2016. REVOLUTION

Posted by on Feb 12, 2016 in Comunicati Stampa, Comunicazione | 0 comments

Quest’anno dedichiamo One Billion Rising alle donne migranti: violenza, soprusi, stupri, carceri, ricatti, morte nei viaggi della speranza per trovare una vita migliore. Sono donne che spesso vengono da paesi in cui vivono già molte forme di violenza e con coraggio lottano per la loro sopravvivenza e la libertà per le loro figlie e figli. Sono anche donne lesbiche che cercano un posto migliore per vivere e scappano da “stupri punitivi e correttivi”. Chiediamo un’accoglienza con uno sguardo di genere per le donne in fuga affinché le discriminazioni, le disuguaglianze non ricadano ancora sulla loro pelle. La violenza maschile contro le donne non ha colore, religione, nazione, cultura ma è trasversale a tutte le società e serve a mantenere uno squilibrio di potere tra i generi e uno stato di sottomissione delle donne. Dopo i fatti di Colonia possiamo solo prendere le distanze da ogni tentativo di strumentalizzazione razzista e riteniamo che il corpo delle donne non sia un “bene da difendere”, proprietà dei maschi. Le donne sono soggetti liberi che si ribelleranno sempre agli attacchi alla loro libertà, da qualunque parte essi vengano. Per questo saremo tutte in piazza il 14 febbraio e tutti giorni per dire NO alla violenza maschile. Scarica il Comunicato stampa. One Billion Rising...

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La Casa delle donne aderisce e sostiene il presidio di solidarietà alle donne e di condanna delle violenze perpetrate a Colonia

Posted by on Gen 15, 2016 in Comunicati Stampa | 0 comments

La Casa delle donne per non subire violenza Onlus aderisce e sostiene il presidio di solidarietà alle donne e di condanna delle violenze perpetrate a Colonia che si terrà sabato 16 gennaio alle ore 17,30 presso il Cortile d’onore di Palazzo D’Accursio, piazza Maggiore. Con i fatti di Colonia e di altre città tedesche, improvvisamente l’opinione pubblica si accorge che gli uomini (stranieri, rifugiati) stuprano e molestano le donne, anzi si organizzano per farlo tutti insieme (il cosiddetto branco), dimenticando che anche gli uomini italiani (di tutto il mondo) lo fanno, lo hanno sempre fatto. Fa notizia perché avviene in una notte particolare, nelle tranquille e accoglienti città tedesche, ma desta molto meno clamore se la stessa cosa accade in piazza Tahrir durante la primavera araba, o silenziosamente ogni giorno dietro la porta delle nostre case. Perché, cos’altro sono i 2milioni e 800mila donne che subiscono violenza domestica (Istat 2015) se non un attacco ben organizzato da parte degli uomini alla libertà delle donne? Se ogni anno sono migliaia le donne in Italia che subiscono uno stupro, nella stragrande maggioranza dei casi da parte del loro partner? Qualcuna ha detto: “I maltrattanti sono diversi tra loro, ma sembrano essere andati tutti alla stessa scuola”. E’ questa scuola patriarcale che va smontata. La società maschile si sforza di occultare molto bene l’oppressione delle donne attraverso norme e valori che collaborano a far sì che i fatti di violenza siano manipolati e distorti in modo che il violento sia sempre l’”altro” (straniero, pazzo, alcolista, drogato, ecc.). In realtà chi ha molestato le donne a Colonia e altrove ERANO TUTTI MASCHI. La Casa delle donne rifiuta ogni strumentalizzazione sui fatti di Colonia e invita tutti/e a “guardarci in casa”, aprendo gli occhi sulla violenza che accade ogni giorno, ed esprimendo solidarietà attiva a tutte le donne che vivono/hanno vissuto situazioni di violenza. Nel rifiutare ogni ipotesi di scontro di civiltà tra Islam e Occidente, la Casa delle donne riconosce pari dignità a ciascuna cultura, e rifiuta semplicistiche strumentalizzazioni del corpo delle donne, invitando tutti, uomini e donne, a partire da sé nella lotta quotidiana al sessismo e alla “cultura dello stupro”. Si augura che i fatti di Colonia possano generare l’avvio di una riflessione che tenga conto della complessità della questione migrazione in relazione alle questioni di genere, senza relegare entrambe alla mera ottica allarmista e securitaria, depotenziando le soggettività protagoniste. Scarica il Comunicato Stampa 15 gennaio 2016...

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Festival La Violenza Illustrata X edizione – Rinate di donna

Posted by on Nov 11, 2015 in Comunicati Stampa, Comunicazione | 0 comments

Le iniziative culturali della Casa delle donne di Bologna per celebrare il 25 Novembre – Giornata mondiale contro la violenza alle donne Dal 13 al 29 novembre si terrà a Bologna e provincia la decima edizione del Festival La violenza illustrata, una sfida per parlare della violenza sulle donne, del sessismo e della discriminazione senza mostrare corpi scomposti, sangue o immagini che feriscono, ancora una volta, il corpo delle donne. Il Festival quest’anno parlerà del legame che unisce il pensiero femminista e la pratica dei centri antiviolenza attraverso l’illustrazione di Arianna Vairo e la rielaborazione del titolo di un famoso libro di Adrienne Rich, Nato di donna, un caposaldo del pensiero femminista. Rinate di donna, dunque, vuole mettere in luce la rinascita delle donne che superano la violenza vissuta anche grazie alla relazione, al supporto e al confronto con altre donne. Si comincerà con Catherine Dunne, la scrittrice irlandese, autrice di La metà di niente e Un terribile amore e di intensi personaggi femminili che ci indicano possibili strade per sottrarsi al dominio maschile e per scoprire un nuovo modo di vivere i rapporti d’amore. Grazie alla collaborazione dell’Università e del Centro delle donne di Bologna, la scrittrice sarà alla Libreria Coop Ambasciatori il 13 novembre alle 18, e il giorno dopo all’Aula Magna di S. Cristina alle 16 per una Lectio magistralis. In chiusura del Festival, il 28 novembre alle 14,30 in Cappella Farnese, ci sarà il Convegno internazionale Tutti/edovremmo essere femministi/e. Nuove visioni e ricerche politiche sulla situazione delle donne in Italia, Svezia e Spagna, che vuole riportare alla centralità del movimento delle donne nel cambiamento del discorso pubblico sulla violenza maschile contro le donne. Essere femministi/e significa sostenere l’uguaglianza politica, sociale ed económica tra i sessi, progettando un mondo più giusto per tutti, un mondo senza violenza sessista. Nel lavoro di alcune giovani studiose si parlerà di come vengono visti il femminismo e le femministe oggi, di quale riflessione sulla violenza maschile contro le donne ha fatto il movimento dei centri antiviolenza italiani, di una delle visioni del femminismo sul complesso fenomeno della prostituzione, e se pensare il genere fa male. Nel mezzo, più di due settimane di appuntamenti culturali per affrontare la violenza contro le donne attraverso proiezioni, seminari, dibattiti, spettacoli teatrali, mostre e laboratori. Due appuntamenti formativi ai quali interverranno esperti di varie discipline: uno per gli operatori della comunicazione, in collaborazione con l’Ordine dei giornalisti, il 18 novembre alle 9 in Cappella Farnese, Le parole sono pietre. La violenza contro le donne, il ruolo dei media e il lavoro dei giornalista, che cercherà di indagare come viene costruita la notizia di cronaca; l’altro per le Forze dell’Ordine, Ascoltare per proteggere. L’audizione della donna...

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Imbrattamento della targa a Zola dedicata a Marinella

Posted by on Lug 24, 2015 in Comunicati Stampa | 0 comments

L’imbrattamento della targa a Zola dedicata a Marinella Odorici dimostra – se ce ne fosse ancora bisogno – che a qualcuno risulta intollerabile chiamare le cose con il loro nome, utilizzando il termine femminicidio per definire i delitti sessisti che riguardano le donne. Come è stata “sporcata” la persona di Marinella dal delitto stesso e dall’odiosa messa in scena dell’omicida sulle circostanze in cui è avvenuto, così simbolicamente si è tentato di annullare ancora una volta Marinella con un tratto nero. La Casa delle donne ricorda la sua generosità e il suo impegno a fianco delle donne. Ogni forma di violenza contro le donne, diretta e/o simbolica, è solo l’ennesimo tentativo di far tacere l’istanza di libertà e autodeterminazione delle donne. In questa incresciosa circostanza la Casa delle donne vuole ribadire che la violenza contro le donne è una sconfitta per tutti e che, affinché si imponga un’inversione di tendenza a questo fenomeno, è necessario l’impegno e l’attenzione di tutte e...

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