Violenza contro le donne: essere consapevoli e protagonisti positivi del cambiamento sono #cosedauomini

Posted by on Mag 29, 2015 in Comunicati Stampa | 0 comments

A Bologna la presentazione del progetto FIVE MEN Violenza contro le donne, discriminazioni e abusi: si può e si deve essere protagonisti positivi del cambiamento. Questo il messaggio diretto agli uomini di tutte le età veicolato dal nuovo progetto di sensibilizzazione contro la violenza sulle donne FIVE MEN – FIght ViolEnce against woMEN”. Il progetto è finanziato dalla Commissione Europea, e promosso dal Dipartimento delle Pari Opportunità, in collaborazione con l’Associazione D.i.Re. – Donne in Rete contro la violenza, Maschile Plurale, l’Istituto per la Ricerca Sociale (IRS) e il Dipartimento per l’Editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Sono stati prodotti una webseries e un toolkit per le scuole, per sviluppare strategie di comunicazione trasmettendo agli uomini e ai ragazzi un messaggio chiaro sulla “tolleranza zero” per tutte le forme di violenza contro le donne e le ragazze. Creata da Fabrizia Midulla e diretta da Mauro Uzzeo, la serie #Cosedauomini affronta in modo innovativo il contrasto alla violenza di genere, rivolgendosi direttamente agli uomini. Davide ha difficoltà ad accettare e rispettare le decisioni della sua partner; Nicola è disoccupato e per questo sfoga la propria frustrazione sulla fidanzata; Riccardo, dopo la nascita del figlio, fatica a condividere il cambiamento e a trovare un nuovo ruolo; Massimo non riesce ad affrontare le sue insicurezze e a rispettare la libertà della sua partner; Paolo, di fronte alla separazione, non riesce a chiedere il sostegno di cui ha bisogno, né ad accettare la decisione di lei. Nel dialogo, nel confronto e nello scambio le possibili evoluzioni e soluzioni. La Casa delle donne per non subire violenza Onlus ha fortemente voluto che Bologna fosse una delle 20 città pilota coinvolte dalle azioni del progetto, coinvolgendo così il territorio bolognese in una preziosa occasione per parlare di impegno maschile contro la violenza sulle donne, dando diffusione alla webseries #Cosedauomini (5 cortometraggi, per raccontare gli uomini non come sono ma come possono comportarsi con le donne) e incontrando i soggetti operativi su questo tema, attraverso lo scambio di impressioni, commenti ed esperienze. L’incontro avrà luogo presso Sala Anziani di Palazzo D’Accursio, in piazza Maggiore 6 il prossimo 4 giugno 2015 a partire dalle ore 9,30: tutta la cittadinanza è invitata. Incontro pubblico con proiezione video e successivo dibattito Coordinatrice Giuditta Creazzo, ricercatrice, Casa delle donne per non subire violenza Onlus Intervengono Simona Lembi, Presidente del Consiglio del Comune di Bologna Roberta Mori, Presidente Commissione Assembleare per la Parità Regione Emilia-Romagna Anna Maria Zucca, coordinatrice progetto Five Men per D.i.Re – Donne in Rete contro la violenza Un/a rappresentante del Dipartimento Pari Opportunità Leda Giuliani, Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, rappresentante di Noino.org Proiezione webserie #Cosedauomini (4) alternati agli interventi Silvia Carboni, Psicologa-Psicoterapeuta, Casa...

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8 marzo: quali politiche contro la violenza?

Posted by on Mar 5, 2015 in Comunicati Stampa, Comunicazione | 0 comments

A distanza di un anno, poche novità sul fronte del contrasto alla violenza nel nostro territorio e in Italia. Il Piano d’azione nazionale contro la violenza – istituito dalla legge 119 del 2013 – ancora non è pronto, i finanziamenti nazionali per i centri non sono ancora stati distribuiti, e un protocollo d’intesa contro la violenza a livello metropolitano non è stato ancora sottoposto alle varie organizzazioni che dovrebbero firmarlo. Ma i centri antiviolenza continuano il loro lavoro di aiuto alle donne e ai minori, di sensibilizzazione pubblica, di prevenzione nelle scuole, di lavoro di rete. E anche le donne che subiscono violenza continuano ad attivarsi di più chiedendo aiuto ai centri antiviolenza: nel 2014 la Casa delle donne ha accolto 780 donne (nel 2013 sono state 735; 627 nel 2012), di cui 638 donne che si sono rivolte al Centro per la prima volta durante il 2014, e altre 142 donne che hanno proseguito un percorso di accoglienza iniziato nell’anno precedente. Delle donne che hanno chiesto aiuto per la prima volta, il 93% lo ha fatto per motivi di violenza; il 70% sono italiane e il 30% straniere; il 73% ha figli. Tra quelle che hanno subito violenza, il 20% ha subito stalking, e ben il 27% ha fatto denuncia. Nei 3 rifugi segreti hanno trovato ospitalità 21 donne e 19 minori; nei 9 minialloggi di transizione verso l’autonomia sono state ospitate 11 donne e 8 minori. Altre 32 donne e 29 minori sono stati ospitati nella casa rifugio d’emergenza “SAVE”, dedicata alle vittime ad alto rischio che, terminato a novembre 2014 il finanziamento del Dipartimento Pari Opportunità, ora necessita di nuove risorse, risorse che la Casa delle donne intende reperire in virtù dell’apporto estremamente positivo della collaborazione in rete con i servizi di emergenza cittadini. Scaduto a dicembre scorso l’Accordo attuativo con il Comune di Bologna, la Provincia e tutti i Comuni della provincia, la Casa delle donne conta di avere a giorni informazioni rispetto la nuova convenzione con la Città metropolitana. Il Dipartimento Pari Opportunità, all’interno della legge 119/2013 ha destinato 193.000 euro sul Comune di Bologna per finanziare il centro antiviolenza, risorse che ci auguriamo si vadano a sommare alle precedenti. La nuova intesa prevederà anche la destinazione di un immobile sequestrato alla criminalità da destinarsi al centro pubblico di accoglienza. Il progetto Oltre la strada, nel corso 2014, ha accolto 20 donne, oltre alle 15 già in carico dagli anni precedenti. Di queste, 7 sono state ospitate nella struttura protetta del progetto, le restanti in altre soluzioni abitative. Nel 2014 c’è stato un netto mutamento del dato relativo alla nazionalità delle donne accolte: se dal 2007 al 2013 la nazionalità prevalente è quella nigeriana,...

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OBR: Un miliardo di donne che scendono in piazza è una rivoluzione!

Posted by on Feb 13, 2015 in Comunicati Stampa | 0 comments

Un miliardo di donne che subisce violenza è un atrocità. Un miliardo di donne che scendono in piazza è una rivoluzione! Torna a Bologna per il terzo anno consecutivo ONE BILLION RISING, la campagna ideata da Eve Ensler che ha spinto più di un miliardo di donne in tutto il mondo a danzare e manifestare contro le violenze subite dalle donne. La Casa delle donne per non subire violenza insieme donne singole e gruppi di donne bolognesi invita tutte ad essere presenti in piazza Maggiore sabato 14 febbraio a partire dalle ore 15 per dare vita al flash mob e al corteo che, passando da via Indipendenza e via Irnerio, terminerà al Parco della Montagnola. Le Nazioni Unite stimano che 1 donna su 3 sul pianeta sarà picchiata o stuprata nel corso della vita. Questo significa un miliardo di donne e bambine. Per chiedere di porre fine a questa violenza, la scrittrice statunitense Eve Ensler, fondatrice del movimento V-Day e autrice de I monologhi della vagina, ha ideato la campagna One Billion Rising, dando vita, il 14 febbraio 2013, alla più grande manifestazione di massa nella storia dell’umanità : oltre 10.000 eventi in tutto il mondo, seguiti dai maggiori canali d’informazione. Il 14 febbraio 2015 in 207 nazioni nel mondo e in più di 100 città italiane si ballerà per dire basta alla violenza contro le donne e le bambine. Anche quest’anno, quindi, il 14 febbraio 2015 alle 15 in Piazza Maggiore a Bologna, saremo tra quel miliardo di donne che danzeranno per dire BASTA! STOP ALLA VIOLENZA MASCHILE CONTRO LE DONNE! One billion Rising Revolution! 2015 15.00 Flash Mob 15.15-16.00 Balliamo con il gruppo di percussioni brasiliane Afroeira 16.00 Flash Mob 16.15-17.00 Drum circle con tamburi sciamanici e con il Labotatorio Sociale Afrobeat 17.00 Flash Mob 17.15-18.00 Lezione aperta di samba con il gruppo di musica brasiliana Sambaradan 18.00 Flash Mob 18.15 Corteo da Piazza Maggiore al Parco della Montagnola (via Indipendenza) 19.00 Festa di One Billion Rising Revolution al Parco della Montagnola all’aperto...

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Al Presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi

Posted by on Gen 19, 2015 in Comunicati Stampa | 0 comments

Al Presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi alla Consigliera Giovanna Martelli a tutti i partiti, le associazioni, gli organismi della società civile alle/ai cittadine/i interessate/i Siamo donne impegnate nei centri antiviolenza, nell’associazionismo femminile e nella politica; cittadine e cittadini che hanno a cuore la protezione delle donne da ogni tipo di violenza, operando per il diritto di ognuna a vivere la propria vita libera dalla violenza. Da anni chiediamo ai governi italiani di mettere a punto un Piano nazionale antiviolenza, così come hanno fatto quasi tutti i paesi europei e come viene richiesto dalla Convenzione di Istanbul. Il governo Letta, con la viceministra Cecilia Guerra, aveva iniziato nel 2013 un lavoro preparatorio per predisporlo, attivando vari tavoli interministeriali ai quali partecipavano anche i centri antiviolenza, ma per un anno tutto si è fermato, fino a un mese fa, quando il governo ha deciso di aprire una consultazione pubblica online su come dovrebbe essere questo Piano “Straordinario”. L’associazione nazionale dei centri antiviolenza italiani D.i.Re – Donne in rete contro la violenza ha già rifiutato queste modalità di consultazione perché “non è collezionando opinioni e commenti, critiche e suggerimenti, viziati dal pericolo serio della banalizzazione e dello svilimento del fenomeno della violenza alle donne che si affronta il tema dei diritti violati”. Infatti tutti possono vedere che sul sito del Dipartimento la stragrande maggioranza dei commenti sono fatti da chi – a dispetto di ogni evidenza scientifica – crede che non esistano i ruoli di genere e una cultura che sostiene e produce la violenza contro le donne, che il Piano si dovrebbe occupare della violenza sugli uomini, che l’educazione sia “indottrinamento”, che la violenza riguardi solo le culture “altre” e così via con i peggiori stereotipi. Non capiamo perché sia stato deciso, pur avendo a disposizione la competenza delle tante organizzazioni che da decenni si occupano delle vittime di violenza, che offrono servizi, competenze, formazione ed educazione al genere, azioni di messa in rete, scambio di buone prassi europee, ecc., di procedere in questo modo, azzerando tutto e lasciando che sul tema si esprima chi, non solo non ne sa nulla, ma anzi vorrebbe dare man forte alle posizioni dei maltrattanti, che certo non hanno bisogno di essere sostenute in un contesto, come quello italiano, pervaso dal più vieto maschilismo. Tutto questo ha il sapore di una presa di distanza da un impegno fattivo e tempestivo sul tema, che è invece quanto mai urgente e necessario. Manca un Ministero delle Pari Opportunità che sappia dare una guida, sappia far interagire esperte/i, sappia stilare norme che diano attuazione alla Convenzione di Istanbul, che pure l’Italia è stata uno dei primi paesi europei a ratificare. Chiediamo al Governo di riaprire i...

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Festival La Violenza Illustrata – IX edizione, 2014

Posted by on Nov 4, 2014 in Comunicati Stampa, Iniziative | 0 comments

Le iniziative culturali della Casa delle donne di Bologna per celebrare il 25 Novembre – Giornata mondiale contro la violenza alle donne Dal 6 novembre al 6 dicembre si terrà a Bologna e provincia la nona edizione del Festival La violenza illustrata che si è assunto la sfida di parlare della violenza sulle donne, della discriminazione, dell’abuso e del sessismo senza mostrare corpi scomposti, sangue o immagini che feriscono, ancora una volta, il corpo delle donne. Il Festival quest’anno parla di accoglienza e lo fa anche grazie al contributo dell’illustratrice Daniela Tieni che ha saputo rappresentare questo concetto che passa attraverso il riconoscimento, l’affermazione di sé, la valorizzazione del proprio vissuto e delle storie di vita che ruotano attorno alla Casa delle donne. “Happy hand”, dunque, mani felici di incontrarsi per auspicare il lieto finale che ogni donna dovrebbe avere il diritto di scegliere per sé. Anche quest’anno i progetti e l’attività della Casa delle donne sono stati molteplici, in particolare si segnala la conclusione del finanziamento del Dipartimento Pari Opportunità al progetto Save – Sicurezza e Accoglienza per Vittime in Emergenza – che ha accolto e ospitato in quasi due anni 63 donne e 74 minori, per un totale di 137 ospiti in una casa di emergenza in rete con il Pris, Pronto intervento sociale di Bologna e provincia, progetto a cui si darà continuità, per il momento, attraverso un servizio a retta, in accordo con il Comune di Bologna. In linea con il dato dello scorso anno, nei primi 10 mesi di quest’anno 534 donne hanno chiesto aiuto alla Casa, di cui 360 italiane e 174 straniere. In 19 sono state ospitate nelle case rifugio con i loro 17 bambini/e; nella casa Save in più sono state ospitate altre 26 donne e 26 minori. Continua anche la ricerca annuale sui femicidi in Italia, i cui dati verranno pubblicati l’8 marzo del 2015, per ora basti sapere che il fenomeno non registra picchi, è più o meno costante negli anni, e rappresenta l’esito della mancata protezione delle donne che ogni giorno subiscono violenza (per l’Istat più di un milione all’anno). Permane la difficoltà di assicurare finanziamenti certi a un’attività come quella della Casa che sta diventando sempre più ampia e complessa. L’Accordo attuativo quinquennale tra Comune e Provincia di Bologna, Comuni della provincia e Casa delle donne sta per scadere, e il Comune di Bologna, in ambito di Città Metropolitana, ha assicurato che si farà coordinatore in vista del rinnovo. La possibilità di avere finanziamenti governativi – stabiliti lo scorso anno all’interno del cosiddetto Decreto femminicidio – è sicura, ma non si può sapere se saranno aggiuntivi o sostitutivi di quelli attuali. Altra difficoltà sono i finanziamenti relativi...

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