SWITCH-OFF: Supporto agli orfani testimoni di femminicidio

Posted by on Mar 12, 2014 in Comunicati Stampa | 0 comments

Che cosa ne è degli orfani di donne uccise per mano del marito o dal partner? Come vivono la loro vita da adulti? Il progetto europeo Switch Off del Dipartimento di Psicologia della Seconda Università degli Studi di Napoli con la partnership dell’Associazionenazionale D.i.Re, dell’Università di Cipro e della Lituania, vuole comprendere quali risorse, supporti e strategie devono essere adottate per aiutare gli orfani di femminicidio ad elaborare e superare il trauma e definire linee guida di intervento. Per questo è importante raccogliere le testimonianze, anche a distanza di molti anni, degli adulti che hanno vissuto questa tragica esperienza nell’infanzia. Coloro che volessero dare un contributo possono contattare i/le referenti del progetto scrivendo a: info@switch-off.eue per avere informazioni sul progetto possono consultare il sitowww.switch-off.eu. Sarà garantita riservatezza e anonimato. I risultati di questo studio saranno utilizzati anche performare gli operatori dei servizi sociali, dei tribunali, delle forze dell’ordine e dei professionisti che entrano in contatto con i minori che hanno vissuto questa esperienza traumatica “Le testimonianze raccolte fino ad oggi rivelano storie di profonda solitudine, e difficoltà anche pratiche e materiali; –spiega Anna Costanza Baldry, coordinatrice del progetto– è importante uscire dall’ottica dell’emergenza e pensare a progetti di sostegno a lungo termine per i minori che hanno vissuto questa esperienza. Dobbiamo garantire risposte adeguate ai loro bisogni e non dimenticare che spesso sono vittime di uno Stato che non ha avuto la capacità di intervenire efficacemente per impedire il femminicidio”. Sappiamo che uno sradicamento così violento dagli affetti ha conseguenze gravi: chi subisce questo trauma o addirittura assiste all’uccisione della madre è un soggetto ad alto rischio di disturbo post traumatico cronico, di suicidio, delinquenza, abuso di sostanze, depressione. In dodici anni, in Italia sono stati circa 1500 gli orfani per femminicidio e non abbiano studi che ci dicano come è stata la loro vita dopo la perdita della madre. Scaricare il comunicato in formato...

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8ª Indagine sui Femicidi in Italia realizzata sui dati della stampa nazionale e locale

Posted by on Mar 7, 2014 in Comunicati Stampa | 0 comments

In occasione dell’8 marzo, Giornata internazionale delle donne, la Casa delle donne di Bologna, rende pubblica l’8ª indagine sul femicidio in Italia, condotta per l’anno 2013, da un gruppo di volontarie mediante l’esame della stampa nazionale e locale. Abbiamo iniziato a condurre queste indagini sin dal 2005, per colmare il vuoto di conoscenza sul fenomeno dei femicidi esistente nel nostro paese, che permane a tutt’oggi, seppure moltissime siano state quest’anno le iniziative intorno al tema femminicidio in Italia. L’indagine del fenomeno infatti, in mancanza di statistiche e di raccolta dei dati nelle sedi ufficiali, resta per lo più un’iniziativa della società civile, come dimostra l’importante contributo di una Graphic Designer genovese, Sara Porco, che con le Girl Geer Dinners di Milano, che ha creato il sito “Stop al Femminicidio” e l’applicazione “La mappa dei Femicidi“, dove sono accessibili i nostri dati a partire dal 2005. Anche con l’indagine 2013 intendiamo mettere in rilievo il legame tra femicidio e violenza di genere, di cui il primo rappresenta la forma estrema e sicuramente più visibile, e quanto il contrastare l’uno e l’altra richieda di mettere in campo politiche strutturali ed efficaci sia per la protezione delle singole vittime, che per il cambiamento della cultura patriarcale che li sostiene ed alimenta. L’anno 2013 segna un incremento del dato rispetto agli anni precedenti, con 134 donne uccise. La media annuale per i 9 anni in cui abbiamo condotto le indagini, segna 116 casi per anno. Anche nel 2013 abbiamo rilevato il dato delle donne prostitute o prostituite uccise (13 in numero assoluto), ritenendo che il femicidio come estrema forma di violenza di genere comprenda le uccisioni per mano maschile di donne che esercitano, volontariamente o in maniera coatta, l’attività di prostituzione. Come nell’indagine 2012 dedichiamo un approfondimento ai tentati femicidi da cui emerge un dato assoluto di 83 casi. Esso va ritenuto totalmente sottostimato perché la stampa non riporta tutti i casi realmente accaduti e per avere la reale dimensione del fenomeno sarebbe necessario avere a disposizione i dati provenienti dalle Questure. L’elevato numero di casi di violenza gravissima ci porta a considerare quanto la violenza maschile contro le donne sia diffusa, e pericolosa per la vita delle donne, posto che come i Centri antiviolenza hanno da sempre denunciato, affermando nessun atto violento ai danni delle donne possa essere tollerato, la violenza tende ad aumentare di frequenza e di quantità, e può portare alla morte. Nel 2013 restano confermati i dati dei femicidi risultanti dalle indagini degli anni precedenti: i femicidi riguardano per lo più donne italiane (70%), sono commessi da uomini italiani (70%), interessano tutte le fasce di età pur se si riporta quest’anno una incidenza maggiore nella fascia di età tra...

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Un 8 marzo per dire che le donne devono contare di più

Posted by on Mar 6, 2014 in Comunicati Stampa | 0 comments

 Ricerche, dati, progetti, iniziative della Casa delle donne Ancora una volta si celebra l’8 marzo in un panorama sconfortante per quanto riguarda l’Italia. La nuova ricerca europea presentata in questi giorni ci dice che in Europa un terzo delle donne adulte ha subito violenze fisiche o sessuali nel corso della sua vita. L’Italia, con il suo 27%, non è in cima alla classifica, occupando un posto intermedio nella lista, ma – a differenza di quasi tutti gli altri paesi – non ha ancora predisposto e attuato un Piano d’azione nazionale a contrasto della violenza di genere. Non solo, il nuovo governo Renzi non ha nemmeno attribuito la delega alle pari opportunità! Nonostante la ratifica della Convenzione di Istanbul dunque, le donne italiane continueranno a non avere un livello di protezione degno di un paese che si assume la responsabilità di fermare gli autori, prevenire la  violenza e sostenere le vittime nel loro difficile percorso di uscita dalla violenza. Eppure le donne si attivano sempre più chiedendo aiuto ai centri antiviolenza: nel 2013 la Casa delle donne ha accolto ben 108 donne in più dell’anno precedente (nel 2012 sono state 627): 735 donne, di cui 665 donne che si sono rivolte al Centro per la prima volta durante il 2013, e altre 70 donne che hanno proseguito un percorso di accoglienza iniziato nell’anno precedente. Delle donne che hanno chiesto aiuto per la prima volta, il 92% lo ha fatto per motivi di violenza. Il 63% sono italiane e il 37% straniere (con un aumento di 5 punti percentuali delle straniere rispetto l’anno precedente), il 72% ha figli (+ 6 punti percentuali), il 17% ha subito stalking, e ben il 21% ha fatto denuncia (secondo i dati Istat 2007, le donne che denunciano sono solo dal 4 al 9% a seconda dell’autore e del reato). Nei 3 rifugi segreti e nei 7 minialloggi di transizione verso l’autonomia nel corso del 2013 sono state ospitate 37 donne e 40 minori. Altre 37 donne e 48 minori sono stati ospitati nella casa rifugio d’emergenza “SAVE”, dedicata alle vittime ad alto rischio, attiva da dicembre 2012 grazie un finanziamento del Dipartimento Pari Opportunità presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri[*]. Questo nuovo progetto ha permesso la realizzazione di una pronta ospitalità per l’intero territorio provinciale di Bologna, una risposta innovativa alla gestione dell’emergenza per vittime ad alto rischio attraverso una qualificazione specialistica del personale, l’ottimizzazione e la messa in rete delle risorse esistenti. Il progetto Oltre la strada nel 2013 ha preso in carico 21 donne, oltre alle 18 già in carico dagli anni precedenti. Di queste, 11 sono state ospitate nella struttura protetta del progetto, le restanti in altre soluzioni abitative. La nazionalità...

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Al via il corso “La violenza di genere e l’intervento con le donne e i minori che hanno subito violenza”

Posted by on Feb 18, 2014 in Comunicati Stampa, Formazione | 0 comments

Il 22 febbraio partirà il corso di formazione che ogni anno la Casa delle donne organizza per chi, a vario titolo, desidera acquisire competenze sul tema della violenza contro le donne e la metodologia di accoglienza. Si tratta di 50 ore di formazione divise in 17 incontri da febbraio a maggio che si svolgeranno presso la sede di Via dell’Oro 3, a Bologna. I temi toccati spazieranno dalla fenomenologia e l’approccio femminista alla violenza di genere, all’ascolto attivo, le tecniche di empowerment, la violenza assistita, il sostegno alle vittime di tratta, l’ospitalità alle donne e ai minori, la valutazione del rischio di recidiva e di omicidio, il femicidio, la comunicazione, il linguaggio e l’iconografia della violenza contro le donne, per finire con gli aspetti legali. Scoprire e mettere in discussione i propri pregiudizi e stereotipi, individuare e valutare la gravità della violenza, comprendere il punto di vista e i bisogni delle donne e dei bambini, sostenere le vittime in maniera concreta, fermare gli aggressori, coordinare il proprio intervento con quello degli altri attori della rete, tutto questo sarà oggetto di un lavoro interattivo condotto dalle esperte della Casa delle donne. Scarica il comunicato in formato PDF  ...

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14 febbraio 2014: One Billion Rising!

Posted by on Feb 12, 2014 in Comunicati Stampa, Iniziative, Notizie | 0 comments

Contro la violenza maschile sulle donne Ribelliamoci, liberiamoci, scateniamoci Il femminismo non ha mai ucciso nessuno, il maschilismo ammazza tutti i giorni (Benoîte Groult) La Casa delle donne per non subire violenza insieme a tanti gruppi e realtà di donne bolognesi annuncia che anche a Bologna come in tutto il mondo si terrà l’iniziativa creata da Eve Ensler (autrice dei Monologhi della vagina) ONE BILLION RISING BOLOGNA – RIBELLIAMOCI! LIBERIAMOCI! SCATENIAMOCI! “Una donna su tre del pianeta sarà violentata o picchiata nella sua vita. Questo significa un miliardo di donne. Nel 2013, un miliardo di donne e uomini hanno scosso la terra con la danza per porre fine alla violenza contro le donne e le ragazze. Quest’anno, il 14 febbraio 2014, invitiamo gli uomini e le donne in tutto il mondo a sfruttare il loro potere e la loro fantasia a sollevarsi per la giustizia”. L’evento di quest’anno sarà dedicato al tema della giustizia, a cui le donne anche in Italia hanno difficile accesso. Sappiamo dall’esperienza e da varie ricerche svolte sul campo che le donne denunciano poco e, quando lo fanno, questo non garantisce sufficiente protezione dall’autore dei reati compiuti a loro danno: hanno paura di ritorsioni da parte di chi spesso sa tutto di loro e quindi anche come colpirle; sanno che – invece che indagini approfondite sui fatti – a volte si chiederà proprio a loro di “portare le prove” per essere credute; non hanno soldi per affrontare le spese legali di processi lunghi, dolorosi, con esiti incerti. La risposta delle istituzioni è ancora poco efficace, tanto che mentre gli omicidi totali in Italia continuano a diminuire, i femicidi restano costanti sui 130 circa casi all’anno. Per questo il 14 febbraio 2014 alle 17.30 in Piazza Nettuno a Bologna, saremo tra quel miliardo di donne che danzeranno per dire BASTA! STOP ALLA VIOLENZA MASCHILE CONTRO LE DONNE! La Casa delle donne invita tutti/e a partecipare al flash mob “Break the chain” che si terrà in Piazza Nettuno alle 17,30: da lì la parata si muoverà fino al Parco della Montagnola. Presso la Tenda del Parco della Montagnola dalle 19.30 in poi è prevista una serata con musica, aperitivo, ballo: ingresso a offerta libera a favore della Casa delle donne. Scarica il comunicato in formato...

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