Formazione agli operatori nell’ambito del progetto SAVE a Bologna

Posted by on Apr 16, 2013 in Comunicati Stampa, Iniziative, Notizie | 0 comments

La Casa delle donne per non subire violenza, l’Arma dei Carabinieri e la Provincia di Bologna sono lieti di annunciare che nelle loro sedi è stato avviato oggi il programma di formazione multiagency all’interno del progetto Save “Sicurezza e Accoglienza per Vittime in Emergenza”, che ha visto l’apertura in città di una struttura di ospitalità in emergenza dedicata alle donne a rischio di violenze gravi e ripetute, una risposta innovativa alla gestione dell’emergenza, grazie a una qualificazione specialistica del personale e l’ottimizzazione e la messa in rete delle risorse esistenti. Il programma formativo si svolgerà nelle sedi dell’Arma dei Carabinieri, della Provincia di Bologna  e della Casa delle donne durante i mesi di aprile e maggio. Formando circa 250 persone. Obiettivo generale è quello di mettere in grado le/gli operatrici/tori della rete coinvolta nel progetto Save (Forze dell’ordine, Sanità, Servizi territoriali, Asp Irides, Udi, Casa delle donne) di interagire efficacemente con le donne vittime di violenza (e in particolare con quelle ad alto rischio di omicidio o di recidiva per maltrattamenti), migliorando l’accoglienza in tutti gli ambiti. Alle/i partecipanti verranno forniti, oltre agli elementi teorici indispensabili per la lettura del fenomeno, strumenti pratici di intervento, utilizzando una metodologia interattiva e valorizzando le competenze dei partecipanti. Leggi il comunicato stampa (PDF)...

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Femicidi nel 2012: fermiamo la strage

Posted by on Mar 5, 2013 in Comunicati Stampa, Notizie | 0 comments

Il 14 febbraio scorso milioni di donne scendevano nelle piazze di tutto il mondo per affermare, con lo strumento più vivace e liberatorio, quello della danza, che la violenza contro le donne non è più tollerabile, a qualunque latitudine, in qualunque contesto sociale, economico o politico. Nelle stesse ore nel nostro paese, in Sicilia, il corpo di una donna veniva dato alle fiamme dal marito, dopo essere stata investita e uccisa dal medesimo. A pochi giorni di distanza a Budrio, nella provincia di Bologna, una giovane di 30 anni veniva accoltellata e uccisa dal marito, alla presenza dei suoi due figlioletti. Anche per quest’anno la ricorrenza dell’8 marzo rappresenta per la Casa delle donne per non subire violenza un’occasione di lotta e denuncia della urgenza di politiche e azioni contro la violenza sulle donne e i femicidi. Come è ormai consuetudine scegliamo questa data per rendere pubblico il lavoro di ricerca sul femicidio in Italia, che da otto anni conduciamo, grazie a un gruppo di volontarie che raccolgono le informazioni sulle donne uccise per mano dei loro partner o ex, a partire dalla stampa nazionale e locale. Abbiamo iniziato a condurre queste indagini sin dal 2005, per colmare il vuoto di conoscenza sul fenomeno dei femicidi esistente nel nostro paese, e ora l’elenco si è allungato fino a 901 donne uccise: una strage di donne! Abbiamo altresì denunciato il fatto che mass media e opinione pubblica ancora troppo spesso si interessino di questi delitti quando riguardano determinate categorie di popolazione, come le comunità migranti, mentre essi non se ne occupano quando riguardano le “normali” relazioni di genere nella nostra società, ove la violenza è a tal punto radicata da far sì che ogni tre giorni, una donna, a qualsiasi livello sociale e culturale appartenga, viene uccisa per mano del partner o dell’ex. Nel 2012 abbiamo rilevato 124 femicidi in Italia, un numero leggermente inferiore a quello degli anni precedenti, che resta però di grande preoccupazione e non segna un miglioramento rispetto al fenomeno, se si tengono altresì presenti i 47 casi di femicidi tentati, ma che fortunatamente non hanno portato alla morte della donna. Il 69% delle donne uccise erano italiane, così come italiani sono il 73% degli assassini. Il 60% dei delitti è avvenuto nel contesto di una relazione intima tra vittima e autore, in corso o conclusa. Nel 25% dei casi le donne uccise erano in procinto di porre fine alla relazione o l’avevano già fatto. Nel 63% dei casi il femicidio si è consumato in casa, fosse essa della vittima, dell’autore o di un familiare. Anche nel 2012, come negli anni precedenti, le donne non sono le sole vittime dei femicidi: altre 8 persone, in maggioranza...

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Accoltella moglie e fugge coi figli

Posted by on Feb 25, 2013 in Comunicati Stampa, Notizie | 0 comments

31enne uccisa a Budrio dal marito nella serata di sabato 23 ACCOLTELLA LA MOGLIE E FUGGE CON I FIGLI PRIMA DI COSTITUIRSI: ANCORA UN FEMMINICIDIO IN REGIONE A nemmeno dieci giorni dalla massiccia mobilitazione mondiale “One billion rising” contro la violenza sulle donne l’Emilia Romagna deve già purtroppo registrare un nuovo caso di femminicidio. E’ infatti cronaca di queste ore il brutale assassinio di una giovane donna a Budrio, nel bolognese. La donna, 31enne di origini marocchine, è stata accoltellata nella serata di sabato 23 dal marito, 54enne anch’egli marocchino. Dopo l’ennesimo litigio l’uomo ha colpito a morte la moglie ed è fuggito in auto, sotto la nevicata, con i due figli di 4 e 2 anni. Prima di consegnarsi ai Carabinieri confessando l’accaduto ha portato i due figli presso l’abitazione di sua madre. Le forze dell’ordine erano già a conoscenza dei frequenti litigi in casa ed erano già intervenuti altre volte. Questa sera – domenica – alle 21 donne e uomini di Budrio daranno vita d una fiaccolata, con ritrovo alle 21in piazza Filopanti, per ricordare la giovane vittima e dire basta a queste stragi di donne consumate tra le mura domestiche. La vita di questa donna si è infatti interrotta così, nella sua casa, con i suoi figli, per mano dell’uomo che aveva sposato. Per lei il pericolo non era fuori, ma tra le mura domestiche, come accade a centinaia di donne, vittime di violenza da parte dei loro mariti, compagni, padri. Per i suoi figli violenza, soprusi e mancanza di rispetto tra i genitori potrebbero essere stati ingredienti della vita di ogni giorno, scene a cui assistere quotidianamente. Anche “One billion rising” ce lo ha raccontato: oltre un miliardo di donne nel mondo è o è stata vittima di violenza da parte di un uomo. Anche in Italia, anche in Emilia Romagna, anche sotto casa nostra. In questi ultimi anni tanto è stato fatto in termini di sensibilizzazione e allerta dell’opinione pubblica: non altrettanto efficacemente, invece, si è agito sul fronte più operativo, in termini di provvedimenti che davvero tutelino le donne ed i loro bambini e di concreta prevenzione fin dalle più giovani generazioni. Il sostegno e la valorizzazione delle realtà che da sempre si occupano dell’accoglienza delle donne vittime di violenza, spesso solo grazie al volontariato, è un’esigenza altrettanto indispensabile. A far parte del Coordinamento dei centri antiviolenza dell’Emilia Romagna sono undici centri che da anni lavorano per arginare un’emergenza che oggi è davvero sotto gli occhi di tutti: possiamo davvero permetterci di continuare ad ignorarla? Coordinamento dei Centri antiviolenza dell’Emilia-Romagna Scarica il comunicato...

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08/03/2012: Comunicato stampa: Ancora un 8 marzo di sangue

Posted by on Mar 7, 2012 in Comunicati Stampa, Dati, Notizie | 0 comments

I femicidi continuano Dopo la strage di Brescia di qualche giorno fa, dopo che ieri a Piacenza e a Verona due donne sono state uccise dai partner, anche oggi a Minerbio (BO) due donne sono state accoltellate da un familiare. 120 le donne uccise in Italia nel 2011 per motivi di genere, secondo la rilevazione della Casa delle donne sulla stampa nazionale, da oggi online: http://www.casadonne.it/cms/images/pdf/pubblicazioni/materiali/uomini_che_uccidono_le_donne2012.pdf Grazie ai centri antiviolenza finalmente si diffonde sempre di più il termine femicidio per definire questi delitti motivati dall’odio verso le donne, dalla volontà di controllare, opprimere, infine annientare il loro corpo, la loro vita, spesso insieme a quella dei loro figli/e. Secondo dati della Polizia di Stato, nel 2010 2.300 donne hanno subito lesioni personali, 7.000 hanno subito percosse e 3.500 violenze sessuali. E’ un massacro che va fermato: le storie delle donne uccise ci dicono che di botte si muore, che a volte non basta denunciare, ma servono maggiori strumenti di protezione per le vittime e di contenimento dei maltrattanti, occorre un impegno più forte e su più fronti. Nel 2011 la Casa delle donne ha accolto 618 donne, il 94% per motivi di violenza, ha ospitato 24 donne e 22 bambini/e. Si tratta di donne italiane nel 60% dei casi, quasi il 70% ha figli/e che vengono maltrattati o assistono alla violenza (tutti i dati 2011 a: www.casadonne.it). La crisi e i tagli effettuati sui bilanci degli enti locali diminuiscono le risorse destinate al centro antiviolenza, proprio nel momento in cui le donne arrivano sempre più povere a chiedere aiuto: circa il 70% di loro dichiara un reddito insufficiente o inesistente. La dipendenza economica è uno dei fattori chiave che rende difficoltoso il percorso di uscita dalla violenza. La realizzazione di politiche di genere e a sostegno delle donne vittime di violenza va proseguita con più decisione, i centri antiviolenza non vanno lasciati soli accanto alle donne vittime di violenza e ai loro bambini/e.     Presidente Susanna Bianconi – tel. 347 7637168 Ufficio stampa – tel. 340...

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