Una Casa rifugio a misura di bambina/o. Percorsi di uscita dalla violenza domestica per madri e bambini/e

Posted by on Dic 1, 2016 in Progetti in corso, Progetti realizzati | 0 comments

Il progetto è rivolto a figlie/i  e alle loro madri vittime di violenza domestica che vengono ospitati nelle Case rifugio e/o Alloggi di transizione gestite dalla Casa delle donne. Il servizio ha lo scopo di recuperare il rapporto madre/figli-e, spesso compromesso dalla violenza subita, intraprendendo un lavoro di rielaborazione del loro vissuto traumatico attraverso attività individuali e/o laboratori ludo-pedagogici e psico-educativi. L’obiettivo consiste nel ridurre i rischi attuali e futuri di tipo post-traumatico e prevenire il rischio sociale, relazionale ed educativo attraverso strumenti di accoglienza e sostegno. Attraverso la sua presenza quotidiana, l’educatrice formata sulle tematiche di violenza domestica offrirà un supporto ai/le Piccoli/e ospiti e alle loro madri sia sul piano emotivo che su quello pratico/organizzativo. E’ previsto inoltre l’attivazione di una babysitter nelle Case rifugio e negli Alloggi di transizione per favorire l’inserimento lavorativo e la frequenza dei corsi d’italiano delle donne e offrire ai minori, soprattutto a quelli che non frequentano i contesti educativi o scolastici, un adeguato accudimento. Il progetto è sostenuto con i fondi Otto per Mille della Chiesa...

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Oltre la strada

Posted by on Mar 1, 2014 in Progetti realizzati | 0 comments

Il servio Oltre la strada, grazie al finanziamento ricevuto dal Fondo per le vittime di schiavitù dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani, realizza da gennaio a dicembre 2013 il progetto “Empowerment and social inclusion for victims of trafficking through education and work experiences”. Tale progetto è finalizzato a un potenziamento delle misure di formazione e inclusione socio-lavorativa di donne vittime di tratta e sfruttamento sessuale e lavorativo. Le donne vittime di tratta hanno la possibilità di essere accolte in una struttura protetta e di intraprendere un percorso di fuoriuscita dallo sfruttamento attraverso un programma di regolarizzazione e inserimento socio-lavorativo. L’obiettivo è quello di acquisire a fine percorso un’indipendenza economica tale da poter proseguire autonomamente la propria vita sul territorio italiano al di fuori di circuiti di sfruttamento. Negli ultimi anni, a causa del cambiamento del mercato del lavoro, i percorsi di inserimento lavorativo sono diventati più lunghi. Alla crisi economica si aggiunge il fatto che laddove le donne riescono a trovare occupazione, i contratti e le retribuzioni non risultano sufficienti alla piena autonomia. Spesso le donne che si rivolgono al nostro centro non conoscono l’italiano e questo non le aiuta nella ricerca del lavoro. Va inoltre precisato che tali donne, proprio a causa delle violenze subite, sono uscite dal mercato del lavoro da molto tempo o non ne hanno, addirittura, mai fatto parte. Si trovano così completamente disorientate e sprovviste degli strumenti adeguati per reinserirsi nel mercato del lavoro o approcciarsi ad esso per la prima volta. Il progetto ha come obiettivi primari la formazione professionale e l’inserimento lavorativo di donne vittime di tratta e sfruttamento sessuale e lavorativo. Il lavoro si definisce come primaria fonte di sostentamento e autonomia per la donna nel difficile percorso di uscita dalla tratta e di inserimento socio-lavorativo. Favorendo l’inserimento lavorativo si promuove il raggiungimento di un’autonomia economica necessaria ad evitare il rischio di ricaduta all’interno delle reti della criminalità organizzata e dello sfruttamento. Il progetto mira dunque a promuovere: – l’accrescimento dell’empowerment e della consapevolezza delle proprie risorse personali da spendere sul mercato del lavoro; – una maggiore competitività sul mercato del lavoro delle donne coinvolte nel progetto sul mercato del lavoro; -una diminuzione del rischio di ricaduta nei circuiti del trafficking e dello sfruttamento. ATTIVITA: Il progetto prevede la realizzazione delle seguenti azioni: un corso di italiano L2 di livello base, destinato alle donne vittime di tratta con uno scarso livello di alfabetizzazione linguistica; il corso offrirà alle corsiste un contatto iniziale con la lingua italiana, con particolare attenzione allo sviluppo delle competenze comunicative orali; un laboratorio pratico/esperienziale per il potenziamento delle competenze di base necessarie per la ricerca del lavoro; un corso di formazione professionale specifica relativa...

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SAVE – Sicurezza e Accoglienza per Vittime in Emergenza

Posted by on Mar 12, 2013 in Progetti realizzati | 0 comments

E’ stato finanziato dal Dipartimento Pari Opportunità un progetto biennale per l’ospitalità in emergenza delle vittime ad alto rischio (2012-2014). Il progetto della Casa delle donne offre alla città e alla provincia di Bologna una risposta rapida alle necessità di protezione alle donne con o senza figli a rischio immediato di violenze gravi e ripetute. Il Dipartimento delle Pari Opportunità presso la Presidenza del Consiglio ha approvato e finanziato il progetto SAVE – Sicurezza e Accoglienza per Vittime in Emergenza, presentato dalla Casa delle donne per non subire violenza di Bologna. Il progetto avrà durata biennale, da novembre 2012 a ottobre 2014, ed è sostenuto dal Comune e dalla Provincia di Bologna, Udi, Arma dei Carabinieri e Polizia di Stato. Il progetto ha permesso l’apertura di un servizio specializzato offerto a una particolare categoria di vittime – le donne ad alto rischio – con la realizzazione di una pronta ospitalità per l’intero territorio provinciale di Bologna. Si tratta di una risposta innovativa alla gestione dell’emergenza per vittime ad alto rischio grazie ad una qualificazione specialistica delle operatrici e l’ottimizzazione e la messa in rete delle risorse esistenti, in modo da garantire una maggiore protezione per le vittime. La casa di pronta ospitalità mette a disposizione 8 posti letto in un appartamento di civile abitazione, di proprietà della Casa delle donne e ampio circa 128 mq, situato a Bologna in zona silenziosa e ben servita dai mezzi di trasporto pubblici, supermarket, ecc. L’appartamento è composto da una cucina abitabile, una sala, tre camere matrimoniali, due bagni, un ripostiglio, un balcone, una cantina. Le finestre e la porta d’ingresso sono dotate di sistemi di sicurezza. L’accesso alla Casa Save avviene su richiesta del Pris, Asp Irides e dei Servizi territoriali della provincia di Bologna tramite telefonata a un cellulare di reperibilità tutti i giorni della settimana festivi compresi dalle 8 alle 20. Al momento dell’ingresso viene fatta una valutazione del rischio della situazione della donna e dei minori coinvolti, elaborando di conseguenza un piano di gestione del rischio, in un progetto personale individualizzato. La permanenza nella casa Save è prevista per 1 mese circa. Le destinatarie del Servizio sono donne maggiorenni italiane e straniere – con o senza minori – ad alto rischio di maltrattamenti e violenze e che necessitino di un’immediata ospitalità a causa della pericolosità del rientro nella propria abitazione, e che per questo si siano rivolte alle Forze dell’ordine o ai Pronto soccorso, ai Servizi Sociali, o direttamente al Centro Antiviolenza, dichiarando di non poter rientrare presso il proprio domicilio perché a rischio immediato di subire violenza. Per “alto rischio” si intende rischio di violenza molto grave o letale, che possa procurare lesioni personali gravi, omicidi o tentativi...

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Servizio Civile alla Casa delle donne per non subire violenza Onlus

Posted by on Set 28, 2011 in Iniziative, Notizie, Progetti realizzati | 0 comments

La Casa delle donne per non subire violenza Onlus accoglierà 7 giovani laureate o laureande (tra i 18 e i 29 anni non compiuti) grazie al progetto di Servizio Civile: “Donne e minori che subiscono violenza. Prevenzione e protezione 2011” offrendo loro l’opportunità di fare esperienza, volontaria e retribuita, presso il nostro Centro che accoglie e sostiene donne che hanno subito violenza. La scadenza per l’invio per le richieste è il 21 ottobre ore 14 e le domande vanno consegnate ad Arci Servizio Civile – Via della Beverara, 6 (Bologna). Per informazioni sul nostro progetto potete contattarci al tel.051 333 173 Scarica il volantino con tutte le informazioni da inoltrare a tutte le persone interessate!...

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Convegno: Uomini che usano violenza contro le donne nelle relazioni di intimità: Strategie di intervento a confronto

Posted by on Lug 9, 2007 in Iniziative, Progetti realizzati | 0 comments

L’11 luglio 2007, si terrà a Bologna il Convengo di presentazione e discussione del progetto Daphne “MUVI – Sviluppare strategie di intervento con gli uomini che usano violenza nelle relazioni di intimità”, di cui inviamo, di seguito, il programma. Un passo in avanti per mettere a fuoco le questioni che devono essere affrontate sul versante dei comportamenti violenti maschili, nel momento in cui si riconosce la gravità e la delicatezza del problema della violenza alle donne nelle relazioni di intimità. Cappella Farnese Palazzo D’Accursio Piazza Maggiore, 6 – Bologna  Scarica il programma (formato pdf) Il Comune di Bologna, in collaborazione con la Casa delle donne, ha partecipato al Programma Daphne 2006 della Commissione Europea con un progetto che affronta il problema della violenza contro le donne nelle relazioni di intimità, ponendo al centro dell’attenzione gli aggressori, i comportamenti violenti maschili. Il titolo del progetto è “ Developing strategies to work with men who use violence in intimate relationships – Sviluppare strategie di intervento con uomini che usano violenza nelle relazioni di intimità”. La questione che il progetto intende affrontare, in altre parole, è il “Che fare?” con gli uomini che usano violenza contro la propria partner ed ex partner. A febbraio di quest’anno il progetto è stato approvato. Vorremmo che diventasse per tutte/i un’occasione di riflessione e di scambio su un problema che da numerose organizzazioni internazionali – quali l’ONU, il Consiglio d’Europa, l’Organizzazione mondiale della sanità, e molte altre – è stato riconosciuto come un grave e diffuso problema sociale, che produce serie conseguenze sulla salute fisica e psicologica delle donne che ne sono vittima e in alcuni casi, purtroppo non così rari, la morte. In Italia, secondo i risultati della prima indagine nazionale sulla violenza alle donne, condotta dall’ISTAT nel 2006, il 14% delle donne – 2 milioni 938.000 – ha subito almeno un atto di violenza fisica o sessuale da partner o ex partner nell’arco della vita; nel 67% dei casi si tratta di violenze che si sono ripetute. Nel 2005, 1271 donne sono state accolte e/o ospitate dai Centri antiviolenza a livello regionale; la Casa delle donne di Bologna, da sola, ne ha accolte 350. L’importanza di luoghi che offrono sostegno alle donne che chiedono aiuto a causa delle violenze subite, promuovendo libertà e autonomia laddove la violenza interpersonale annichilisce, così come la necessità di politiche di intervento su questo versante, è oramai da diversi anni oggetto di un dibattito ampio e approfondito. Un ruolo di fondamentale, su questo versante, l’hanno avuto i Centri antiviolenza, sorti in molti paesi dalle esperienze del movimento politico delle donne. Meno spesso e solo in tempi più recenti, nel nostro paese, la questione della violenza nelle relazioni di intimità...

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