Generare relazioni diverse – Emilia Romagna senza violenza

Posted by on Apr 10, 2018 in Iniziative, Pubblicazioni | 0 comments

Generare relazioni diverse – Emilia Romagna senza violenza è un progetto coordinato dal Comune di Bologna – Pari Opportunità e tutela delle differenze –  e realizzato insieme con ASP Città di Bologna, Città Metropolitana di Bologna, Casa delle Donne per non subire violenza, Mondo Donna, UDI, Senza Violenza, SOS Donna, PerLe Donne. Il progetto ha preso avvio il 25 novembre 2016, giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, e si è concluso il 31 dicembre 2017. Generare relazioni diverse ha realizzato un ciclo di seminari, nel corso del 2017, per mettere in comune riflessioni ed esperienze, con scambio reciproco di “riflessione partecipata” per aumentare la conoscenza e la competenza degli attori e attrici coinvolte nel progetto e impegnati a contrastare il fenomeno della violenza contro le donne. Lo ha fatto affrontando tematiche riguardanti aspetti giuridico-legali, la metodologia di valutazione del rischio, le specificità connesse alla transculturalità, la prospettiva di intervento per l’assunzione di responsabilità maschile. Il risultato è stato quello di produrre questo tool kit, cassetta degli attrezzi per operatori e operatrici coinvolte nel contrasto della violenza maschile contro le donne. Scarica il tool kit Generare relazioni diverse – strumenti per operatori e operatrici coinvolte nel contrasto della violenza maschile contro le donne Generare relazioni diverse – volume A    Generare relazioni diverse – volume...

Read More

Pubblicazioni a cura della Casa delle donne per non subire violenza

Posted by on Mar 6, 2008 in Pubblicazioni, Uncategorized | 0 comments

SOS DONNA. DOCUMENTAZIONE SULLE CASE DELLE DONNE MALTRATTATE IN EUROPA, 1988. Schede con descrizioni della storia, delle attività, dei progetti politici, dei finanziamenti, dei progetti delle Case delle donne da noi cernite in tutta Europa.   COMECITROVI. GUIDA AI LUOGHI DELLE DONNE CONTRO LA VIOLENZA IN ITALIA, 1991. Opuscolo informativo sull’attività di tutti i gruppi in Italia che si occupano di violenza contro le donne.   USCIRE DALLA VIOLENZA: UN PERCORSO POSSIBILE, 1992. Documento che contiene l’esperienza di lavoro e riflessione politica elaborate dall’apertura della Casa delle donne per non subire violenza fino al 1992 (dati accoglienza, contenuti politici, esperienza della casa rifugio, costruzione della rete di appoggio, riflessione sul diritto, bibliografia, rassegna stampa).   TEMPORELLE. ESPERIENZA CON GRUPPI DI DONNE CHE HANNO SUBITO VIOLENZA, 1993. Questo documento è la traduzione, dal francese, dell’esperienza del “Collectif pour femmes battues” di Liegi (Belgio) sul lavoro dei gruppi di donne che hanno subito violenza. Sono state anche documentate le nostre esperienze coi gruppi di sostegno “NONTISCORDARDITE”.   KOBRA. UN AIUTO DI PARTE A CHI SUBISCE VIOLENZA SESSUALE, 1995. Illustrazione di un progetto sull’abuso sessuale alle bambine, formulato dall’Associazione KOBRA di Stoccarda, Germania. Il testo, tradotto dal tedesco, descrive le caratteristiche del consultorio, del centro residenziale, del centro giovanile e riporta accurate indicazioni bibliografiche.   VIOLENZA ALLE DONNE. COSA E’ CAMBIATO? ESPERIENZE E SAPERI A CONFRONTO, Franco Angeli Editore, 1996. Atti del convegno che, con lo stesso nome, si è tenuto a Bologna il 16.02.1996, organizzato dall’Associazione Gruppo di lavoro e ricerca sulla violenza alle donne. Contiene tutti gli interventi presentati nel Convegno, alcuni dati raccolti negli oltre 5 anni di lavoro della Casa delle donne di Bologna e le schede informative preparate appositamente per tale evento.   “COMECITROVI. GUIDA AI LUOGHI DELLE DONNE CONTRO LA VIOLENZA IN ITALIA”, 1996. Seconda edizione dell’opuscolo informativo sui telefoni e i centri antiviolenza presenti sul territorio italiano.   DEVE ESSERE STATA COLPA MIA. NORMALITA’ DELLA VIOLENZA ALL’INFANZIA NELLA FAMIGLIA, 1999. Pubblicazione che documenta il percorso del Gruppo sulla violenza ai minori (link minori), costituito dal 1996 presso la Casa delle donne per non subire violenza di Bologna. Contiene materiali informativi e interventi di Andrea Pinna, Beatrice Bessi, Roberta Luberti, Marinella Malacrea, Francesca Scardi, Simona Scalzi e Liz Kelly.   MALTRATTATE IN FAMIGLIA. SUGGERIMENTI ALLE DONNE CHE SI RIVOLGONO AI SERVIZI SOCIOSANITARI, 1999. Scarica il manuale (formato pdf)   MALTRATTATE IN FAMIGLIA. SUGGERIMENTI ALLE DONNE CHE SI RIVOLGONO ALLE FORZE DELL’ORDINE, 1999. Scarica manuale (formato pdf) Si tratta di due manuali rivolti alle forze dell’ordine e agli operatori socio-sanitario utilizzati durante i corsi di formazione svolti dall’associazione. Richiesti da molte parti d’Italia, sono stati pubblicati anche in lingua francese, inglese e spagnola in un progetto Dafne...

Read More

dicembre 2002

Posted by on Gen 24, 2008 in Pubblicazioni | 0 comments

PUBBLICAZIONE DELL’INTERVISTA AD ANGELA ROMANIN TRATTA DAL SITO FLASH GIOVANI Intervista ad Angela Romanin, operatrice della Casa delle Donne       Cos’è il maltrattamento domestico? È un caso di canoni della violenza totalmente fuori dai normali . Questo esempio può aiutare a capire: se camminando per la strada uno ti da uno schiaffo avrai delle conseguenze psicologiche, ma con il fatto che è un estraneo sarà più spontaneo denunciarlo, se invece a darti uno schiaffo è il tuo fidanzato è molto più difficile mettere questa distanza tra te e l’aggressore, perché ti preoccupi per lui. Questa dinamica è strettamente correlata a come le donne vivono i rapporti sentimentali: le donne vengono cresciute pensando che il rapporto sentimentale sia il loro scopo di vita, gli uomini no; sono cresciuti con l’idea di andare nel mondo, non con l’idea di diventare la metà di qualcos’altro. Come funziona il vostro centro? Noi prima di tutto facciamo un ascolto attivo, tante volte è la prima volta che la donna racconta a qualcuno ciò che le sta accadendo, è importante che l’ascolto avvenga in un centro perché è un luogo deputato ad esserlo, quindi la donna che si rivolge al centro ha già fatto quel gradino che consiste nel capire che ha bisogno di aiuto, ed è dunque da questo punto che è possibile partire per intervenire. Se non c’è questa auto convinzione è molto difficile che qualcuno dall’esterno possa fare qualcosa. Ecco perché lavoriamo su attivazione di parte. Aiutare per noi vuol dire restare sempre un passo indietro alla donna: è necessario farle capire che qui nessuno la giudica, dato che lei si sente in colpa. Cerchiamo di sollevare questo senso di colpa, rassicurandola e confortandola, le forniamo indicazioni pratiche sulla base di quello che lei vuole fare. Se desidera rimanere con il maltrattatore ragioneremo con lei per capire che cosa fare in questo caso organizzando eventualmente uno scenario di protezione, (cosa si può fare, come si può reagire), se invece lei decide di lasciare il coniuge vediamo come possa avvenire la separazione. Si studia insieme un progetto, i cui obiettivi sono fissati da lei. Non siamo una guida, ma un sostegno, porsi come guida significherebbe confermare alla donna stessa la sua paura di essere un’incapace, trattarla come una “minore”, concetto che rimanda alla società in cui la donna è accomunata sempre ai bambini. Le donne fino adesso hanno scontato nella società una posizione in un ambiente di minori diritti, e di non piena adultità: si esce dalla famiglia dei genitori per andare nella famiglia del marito. La donna porta la sua esperienza che è essenziale ed insostituibile, le sue capacità e i suoi limiti, peculiari ad ogni persona; noi possiamo mettere...

Read More