Il pensionato sociale nasce come progetto del Comune di Bologna per offrire un alloggio di emergenza a donne, con figli minori a carico, in situazione di grave disagio sociale.
Condividendo il desiderio di unire esperienze, competenze diverse, professionalità acquisite in anni di lavoro in strutture per donne sole e con minori la Casa delle donne insieme all’Associazione Mondo Donna decidono di collaborare a questo nuovo progetto.

Il servizio

Così, nell’aprile del 2004, il pensionato sociale viene aperto nel centro di Bologna, in un grande appartamento con 20 posti letto, per accogliere donne sole con figli minori, che si trovano momentaneamente in situazione di disagio abitativo, economico e sociale.
Il pensionato è pensato innanzitutto come luogo sicuro dove donne e bambini possano trovare ospitalità ed essere accolti da personale qualificato. La struttura è finalizzata principalmente ad un’accoglienza temporanea e di emergenza della durata di 6 mesi.
Durante i sei mesi di permanenza le operatrici si adoperano per fornire alle donne-ospiti strumenti informativi e operativi, iniziando con loro un percorso che le renda autonome, economicamente e socialmente, dal nucleo familiare, in accordo e collaborazione con l’assistente sociale. L’intervento riguarda principalmente l’orientamento alla formazione e al mondo del lavoro, l’informazione sui servizi offerti dal territorio, gli accessi e accompagnamenti ai servizi sanitari, scolastici, anagrafici, per il rilascio dei documenti.

Chi sono le donne accolte

Sono sopratutte donne straniere che vengono accolte e anche per questo è stato attivato all’interno del pensionato corsi di lingua italiana per migliorarne la conoscenza, con l’opportunità per le donne che li frequentano, di poter usufruire di un servizio di baby sitting gratuito per i propri figli.

Il pensionato sociale si caratterizza per un’alta presenza di bambini e bambine, anche appena nate, e per questo è presente un’educatrice con formazione specifica sull’accoglienza di minori in comunità. Le sue attività comprendono azioni di accoglienza, con momenti di benvenuto e di orientamento alla madre e al minore, a seconda dell’emergenza in atto; azioni con finalità pedagogiche e ricreative, che si attuano durante la permanenza delle ospiti e che comprendono laboratori per madri con neonati e laboratori espressivi per bambini più grandi, oltre ad animazioni a tema per compleanni o altre ricorrenze festive.

L’educatrice segue con particolare attenzione il momento dell’inserimento scolastico e svolge anche un’importante funzione di supporto, nella relazione madre-figlio/a al fine di sostenere entrambi in questo periodo di ospitalità.

L’accesso al pensionato sociale avviene tramite il Servizio Genitorialità e Infanzia del Comune di Bologna a cui spetta, insieme ai Servizi del territorio, il compito di promuovere un progetto di lungo termine finalizzato all’autonomia sociale del nucleo familiare.

Lo staff

Il personale è così composto: due coordinatrici rappresentanti le rispettive associazioni, la Casa delle donne e Mondo donna, che danno le linee-guida operative alternandosi nella reperibilità 24 ore su 24.
Tre operatrici specializzate, (un’educatrice per i minori, una operatrice di accoglienza per le donne e una con mansioni organizzative), un’operatrice notturna, un gruppo di volontarie e una giovane donne del Servizio Civile Nazionale.

Le donne accolte

Da aprile 2004 a dicembre 2007 sono state ospitate 82 donne e 107 bambini, in maggioranza straniere e provenienti dall’Africa, dall’Est Europa e dalla ex Jugoslavia. Le problematiche per cui vengono accolte sono molto varie: si va dallo sfratto abitativo, all’assoluta mancanza di risorse economiche, alle violenze subite dal partner. Poi ci sono le rifugiate politiche e quelle che lo sono per catastrofi umanitarie.

Pur essendo così diverse le ragioni che conducono queste donne al Pensionato, e non immediatamente riconducibili all’aver subito violenza, la maggior parte di loro, comunque, proviene da situazioni di forte degrado sia ambientale che relazionale. E le storie di vita che si lasciano alle spalle, sono connotate da un livello di violenza elevatissimo, anche se riferita a periodi più remoti. Sono storie che parlano di abbandoni familiari in tenera età, lotte per la sopravvivenza, soprusi e anche guerre.

Dopo la permanenza alcune ospiti riescono ad essere completamente autonome, mentre quelle che necessitano di ulteriore sostegno, proseguono i loro percorsi in altri centri di accoglienza.

Il Pensionato Sociale è gestito in convenzione con il Comune di Bologna, Assessorato alle Politiche Sociali, Servizio Sociale Genitorialità e Infanzia.

La Casa delle donne non gestisce piu il pensionato sociale.