Le iniziative culturali della Casa delle donne di Bologna per celebrare il 25 Novembre – Giornata mondiale contro la violenza alle donne

Dal 13 al 29 novembre si terrà a Bologna e provincia la decima edizione del Festival La violenza illustrata, una sfida per parlare della violenza sulle donne, del sessismo e della discriminazione senza mostrare corpi scomposti, sangue o immagini che feriscono, ancora una volta, il corpo delle donne.

Il Festival quest’anno parlerà del legame che unisce il pensiero femminista e la pratica dei centri antiviolenza attraverso l’illustrazione di Arianna Vairo e la rielaborazione del titolo di un famoso libro di Adrienne Rich, Nato di donna, un caposaldo del pensiero femminista. Rinate di donna, dunque, vuole mettere in luce la rinascita delle donne che superano la violenza vissuta anche grazie alla relazione, al supporto e al confronto con altre donne.

Si comincerà con Catherine Dunne, la scrittrice irlandese, autrice di La metà di niente e Un terribile amore e di intensi personaggi femminili che ci indicano possibili strade per sottrarsi al dominio maschile e per scoprire un nuovo modo di vivere i rapporti d’amore. Grazie alla collaborazione dell’Università e del Centro delle donne di Bologna, la scrittrice sarà alla Libreria Coop Ambasciatori il 13 novembre alle 18, e il giorno dopo all’Aula Magna di S. Cristina alle 16 per una Lectio magistralis.

In chiusura del Festival, il 28 novembre alle 14,30 in Cappella Farnese, ci sarà il Convegno internazionale Tutti/edovremmo essere femministi/e. Nuove visioni e ricerche politiche sulla situazione delle donne in Italia, Svezia e Spagna, che vuole riportare alla centralità del movimento delle donne nel cambiamento del discorso pubblico sulla violenza maschile contro le donne. Essere femministi/e significa sostenere l’uguaglianza politica, sociale ed económica tra i sessi, progettando un mondo più giusto per tutti, un mondo senza violenza sessista. Nel lavoro di alcune giovani studiose si parlerà di come vengono visti il femminismo e le femministe oggi, di quale riflessione sulla violenza maschile contro le donne ha fatto il movimento dei centri antiviolenza italiani, di una delle visioni del femminismo sul complesso fenomeno della prostituzione, e se pensare il genere fa male.

Nel mezzo, più di due settimane di appuntamenti culturali per affrontare la violenza contro le donne attraverso proiezioni, seminari, dibattiti, spettacoli teatrali, mostre e laboratori. Due appuntamenti formativi ai quali interverranno esperti di varie discipline: uno per gli operatori della comunicazione, in collaborazione con l’Ordine dei giornalisti, il 18 novembre alle 9 in Cappella Farnese, Le parole sono pietre. La violenza contro le donne, il ruolo dei media e il lavoro dei giornalista, che cercherà di indagare come viene costruita la notizia di cronaca; l’altro per le Forze dell’Ordine, Ascoltare per proteggere. L’audizione della donna e del minore vittime di violenza, il 26 novembre presso il Comando Legione dei Carabinieri Emilia-Romagna.

Il Festival sarà poi arricchito dallo spettacolo Open(h)air a Palazzo Albergati a Zola Predosa il 21 novembre; dal balletto Vittime del silenzio al Teatro Consorziale di Budrio il 28; da proiezioni gratuite al Cinema Lumière, tra cui quella, il 25 novembre, del documentario di Germano Maccioni Di genere umano, che racconta l’esperienza del seminario su La violenza contro le donne. Problematica dei sessi e diritti umani, istituito per il secondo anno accademico presso l’Università di Bologna. Infine, con la mostra di Daniela Tieni, Affinché possano fiorire, si rinnova la collaborazione con il Festival internazionale di fumetto Bilbolbul.

Il Festival quest’anno vuole avere anche un carattere celebrativo: non solo dei dieci anni di edizioni, ma anche dei venticinque anni di attività della Casa delle donne per non subire violenza, e dei vent’anni trascorsi dall’avvio delle attività della Casa a favore di donne straniere vittime di tratta e sfruttamento di cui si occupa il progetto Oltre la strada.

Il Festival è stato reso possibile grazie al sostegno di tante collaborazioni e di vari sponsor: facendo la spesa nei supermercati il 25 novembre, Coop Adriatica devolverà alla Casa l’1% dei prodotti confezionati a marchio Coop, e Nordiconad parte degli incassi della giornata. Un appoggio veramente importante è arrivato dalla Biblioteca nazionale delle donne, dall’Università, dall’Arma dei Carabinieri, dalla Cineteca, dalla Cgil, dall’Ordine dei giornalisti e degli avvocati, da tutte le istituzioni che hanno patrocinato l’evento, e dagli enti e associazioni che vi hanno collaborato a vari titolo.

La Casa delle donne è in attesa della firma del nuovo accordo metropolitano quinquennale, già deliberata dalla Giunta, che assegna al centro anche i fondi ministeriali definiti dal «Fondo per le politiche relative ai diritti e alle pari opportunità» 2013- 2014 stanziati dalla legge n. 119/2013, che andranno a finanziare l’accoglienza e l’ospitalità nelle varie strutture gestite dalla Casa, compreso l’appartamento per l’emergenza. La Città Metropolitana, escluso l’imolese, conferma il contributo degli anni precedenti. Il Comune di Bologna pure, anche se una parte dei fondi sono assicurati solo per il 2015: per i prossimi anni c’è incertezza, anche rispetto ai fondi ministeriali.

Inoltre, l’Assessorato alla Legalità del Comune di Bologna ha individuato un appartamento sequestrato alla criminalità che, una volta terminata la ristrutturazione, verrà adibito a sede pubblica del centro antiviolenza: un atto simbolico forte a sostegno della legalità tante volte ferita dagli atti di violenza che le donne subiscono.

Nuovi progetti intanto sono partiti, per esempio, grazie al contributo della Fondazione del Monte, è stato possibile attivare il progetto “No violence 3D” che ha previsto l’attivazione di percorsi gratuiti di psicoterapia focalizzata sul trauma rivolta ad adolescenti e a giovani donne che hanno subito violenza di genere intra o extrafamiliare, permettendo di fortificare ulteriormente il lavoro di rete con i servizi territoriali socio-sanitari.

È stata data continuità alle attività di prevenzione alla violenza di genere con gli/le adolescenti, con interventi che hanno coinvolto nell’a.s. 2014/2015 circa 250 studenti del territorio di Bologna e provincia, grazie alla collaborazione con il Quartiere Santo Stefano, con l’Associazione Accaparlante, e con l’Ufficio Servizio Sociale per Minorenni del Ministero della Giustizia di Bologna.

Nei primi 10 mesi di quest’anno hanno chiesto aiuto alla Casa 638 donne (498 per la prima volta e 140 dagli anni precedenti), di cui 423 italiane e 213 straniere (2 n.d.). Dal 1990, quando la Casa ha aperto i battenti, ad oggi le donne sono 10.338. In 15 quest’anno sono state ospitate nelle case rifugio con i loro 12 bambini/e, in più altre 26 donne con 32 minori sono state ospiti nella casa di emergenza Save.

Ha proseguito inoltre la ricerca sui femicidi avvenuti in Italia nel 2014, che verrà presentata presso la Regione Emilia-Romagna il 25 novembre: ci sono stati 115 femicidi e 101 tentati femicidi (per l’Emilia-Romagna si è trattato rispettivamente di 4 e di 6 casi). Nel 70,43% dei casi l’autore è il partner o l’ex, e luogo del delitto la casa nell’80% dei casi. I femicidi interessano la dimensione di genere – e non tanto quella della criminalità – anche quando avvengono nell’ambito della prostituzione: ben casi 7 sui 115 dell’anno scorso.

In quasi 10 anni di ricerche della Casa delle donne, l’elenco di donne uccise in Italia è arrivato a 1.157 donne, e questo ci deve far interrogare sulla necessità di politiche di prevenzione e contrasto coordinate e integrate, che coinvolgano tutti gli ambiti della società. In questo senso si sta muovendo la Regione Emilia-Romagna con la stesura di un Piano regionale, cui ha collaborato anche il Coordinamento dei centri antiviolenza dell’Emilia-Romagna di cui la Casa fa parte, a partire da quanto indicato nella Legge regionale Quadro per la Parità e contro le discriminazioni di genere, varata lo scorso anno. La Casa delle donne auspica che si vada in questa direzione anche con le politiche metropolitane, con l’istituzione di un Tavolo di contrasto alla violenza contro le donne.