La Casa delle donne per non subire violenza Onlus aderisce e sostiene il presidio di solidarietà alle donne e di condanna delle violenze perpetrate a Colonia che si terrà sabato 16 gennaio alle ore 17,30 presso il Cortile d’onore di Palazzo D’Accursio, piazza Maggiore.

Con i fatti di Colonia e di altre città tedesche, improvvisamente l’opinione pubblica si accorge che gli uomini (stranieri, rifugiati) stuprano e molestano le donne, anzi si organizzano per farlo tutti insieme (il cosiddetto branco), dimenticando che anche gli uomini italiani (di tutto il mondo) lo fanno, lo hanno sempre fatto.

Fa notizia perché avviene in una notte particolare, nelle tranquille e accoglienti città tedesche, ma desta molto meno clamore se la stessa cosa accade in piazza Tahrir durante la primavera araba, o silenziosamente ogni giorno dietro la porta delle nostre case.

Perché, cos’altro sono i 2milioni e 800mila donne che subiscono violenza domestica (Istat 2015) se non un attacco ben organizzato da parte degli uomini alla libertà delle donne? Se ogni anno sono migliaia le donne in Italia che subiscono uno stupro, nella stragrande maggioranza dei casi da parte del loro partner? Qualcuna ha detto: “I maltrattanti sono diversi tra loro, ma sembrano essere andati tutti alla stessa scuola”. E’ questa scuola patriarcale che va smontata.

La società maschile si sforza di occultare molto bene l’oppressione delle donne attraverso norme e valori che collaborano a far sì che i fatti di violenza siano manipolati e distorti in modo che il violento sia sempre l’”altro” (straniero, pazzo, alcolista, drogato, ecc.). In realtà chi ha molestato le donne a Colonia e altrove ERANO TUTTI MASCHI.

La Casa delle donne rifiuta ogni strumentalizzazione sui fatti di Colonia e invita tutti/e a “guardarci in casa”, aprendo gli occhi sulla violenza che accade ogni giorno, ed esprimendo solidarietà attiva a tutte le donne che vivono/hanno vissuto situazioni di violenza. Nel rifiutare ogni ipotesi di scontro di civiltà tra Islam e Occidente, la Casa delle donne riconosce pari dignità a ciascuna cultura, e rifiuta semplicistiche strumentalizzazioni del corpo delle donne, invitando tutti, uomini e donne, a partire da sé nella lotta quotidiana al sessismo e alla “cultura dello stupro”.

Si augura che i fatti di Colonia possano generare l’avvio di una riflessione che tenga conto della complessità della questione migrazione in relazione alle questioni di genere, senza relegare entrambe alla mera ottica allarmista e securitaria, depotenziando le soggettività protagoniste.

Scarica il Comunicato Stampa 15 gennaio 2016 (pdf)