Ieri mattina, D.i.Re è stata ascoltata dalle Commissioni riunite Affari Costituzionali e Giustizia della Camera dei Deputati, in merito alla indagine conoscitiva per la conversione in disegno di legge, del decreto legge sul femminicidio.

D.i.Re ha evidenziato come nel decreto legge manchi qualunque riferimento al riconoscimento del ruolo che i centri antiviolenza svolgono da anni in Italia grazie ad interventi e a progetti di contrasto alla violenza contro le donne, tantomeno viene fatto riferimento a politiche di sostegno dei centri antiviolenza. Non condividiamo inoltre il riferimento ad un Piano nazionale straordinario di contrasto della violenza contro le donne: gli interventi nei confronti del fenomeno non debbono rispondere a misure eccezionali perché la violenza contro le donne non è un fenomeno straordinario ma culturale che ha sempre avuto ampia diffusione.

Il decreto legge persegue una politica di intervento emergenziale del problema, non risponde alle richieste della Convenzione di Istanbul recentemente ratificata dal Parlamento, di svolgere un intervento sistemico e di realizzare delle politiche globali ed integrate per affrontare il problema della violenza maschile.

Pertanto al Governo e al Parlamento si chiede il rinnovo ed il miglioramento del Piano Nazionale esistente, e di attuare pienamente la Convenzione di Istanbul, riconoscendo in modo inequivocabile il valore storico-culturale e professionale dei Centri antiviolenza appartenenti a D.i.Re e il loro coinvolgimento in tutti i tavoli tecnici che si occupano di violenza, e lo stanziamento di specifici e adeguati fondi definiti nella legge di stabilità.

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