Il servio Oltre la strada, grazie al finanziamento ricevuto dal Fondo per le vittime di schiavitù dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani, realizza da gennaio a dicembre 2013 il progetto “Empowerment and social inclusion for victims of trafficking through education and work experiences”. Tale progetto è finalizzato a un potenziamento delle misure di formazione e inclusione socio-lavorativa di donne vittime di tratta e sfruttamento sessuale e lavorativo.

Le donne vittime di tratta hanno la possibilità di essere accolte in una struttura protetta e di intraprendere un percorso di fuoriuscita dallo sfruttamento attraverso un programma di regolarizzazione e inserimento socio-lavorativo. L’obiettivo è quello di acquisire a fine percorso un’indipendenza economica tale da poter proseguire autonomamente la propria vita sul territorio italiano al di fuori di circuiti di sfruttamento.

Negli ultimi anni, a causa del cambiamento del mercato del lavoro, i percorsi di inserimento lavorativo sono diventati più lunghi. Alla crisi economica si aggiunge il fatto che laddove le donne riescono a trovare occupazione, i contratti e le retribuzioni non risultano sufficienti alla piena autonomia. Spesso le donne che si rivolgono al nostro centro non conoscono l’italiano e questo non le aiuta nella ricerca del lavoro.

Va inoltre precisato che tali donne, proprio a causa delle violenze subite, sono uscite dal mercato del lavoro da molto tempo o non ne hanno, addirittura, mai fatto parte. Si trovano così completamente disorientate e sprovviste degli strumenti adeguati per reinserirsi nel mercato del lavoro o approcciarsi ad esso per la prima volta.

Il progetto ha come obiettivi primari la formazione professionale e l’inserimento lavorativo di donne vittime di tratta e sfruttamento sessuale e lavorativo. Il lavoro si definisce come primaria fonte di sostentamento e autonomia per la donna nel difficile percorso di uscita dalla tratta e di inserimento socio-lavorativo. Favorendo l’inserimento lavorativo si promuove il raggiungimento di un’autonomia economica necessaria ad evitare il rischio di ricaduta all’interno delle reti della criminalità organizzata e dello sfruttamento.

Il progetto mira dunque a promuovere:

– l’accrescimento dell’empowerment e della consapevolezza delle proprie risorse personali da spendere sul mercato del lavoro;
– una maggiore competitività sul mercato del lavoro delle donne coinvolte nel progetto sul mercato del lavoro;
-una diminuzione del rischio di ricaduta nei circuiti del trafficking e dello sfruttamento.

ATTIVITA:
Il progetto prevede la realizzazione delle seguenti azioni:

  • un corso di italiano L2 di livello base, destinato alle donne vittime di tratta con uno scarso livello di alfabetizzazione linguistica; il corso offrirà alle corsiste un contatto iniziale con la lingua italiana, con particolare attenzione allo sviluppo delle competenze comunicative orali;
  • un laboratorio pratico/esperienziale per il potenziamento delle competenze di base necessarie per la ricerca del lavoro;
  • un corso di formazione professionale specifica relativa alle figure professionali di colf e badante/assistente familiare;
  • n.6 tirocini della durata di 200 ore e la realizzazione di un’azione di tutoring individuale per ciascuna donna al fine di valutarne l’andamento e sostenerla nel percorso.