E’ stato finanziato dal Dipartimento Pari Opportunità un progetto biennale per l’ospitalità in emergenza delle vittime ad alto rischio (2012-2014). Il progetto della Casa delle donne offre alla città e alla provincia di Bologna una risposta rapida alle necessità di protezione alle donne con o senza figli a rischio immediato di violenze gravi e ripetute.

Il Dipartimento delle Pari Opportunità presso la Presidenza del Consiglio ha approvato e finanziato il progetto SAVE – Sicurezza e Accoglienza per Vittime in Emergenza, presentato dalla Casa delle donne per non subire violenza di Bologna. Il progetto avrà durata biennale, da novembre 2012 a ottobre 2014, ed è sostenuto dal Comune e dalla Provincia di Bologna, Udi, Arma dei Carabinieri e Polizia di Stato.

Il progetto ha permesso l’apertura di un servizio specializzato offerto a una particolare categoria di vittime – le donne ad alto rischio – con la realizzazione di una pronta ospitalità per l’intero territorio provinciale di Bologna. Si tratta di una risposta innovativa alla gestione dell’emergenza per vittime ad alto rischio grazie ad una qualificazione specialistica delle operatrici e l’ottimizzazione e la messa in rete delle risorse esistenti, in modo da garantire una maggiore protezione per le vittime.

La casa di pronta ospitalità mette a disposizione 8 posti letto in un appartamento di civile abitazione, di proprietà della Casa delle donne e ampio circa 128 mq, situato a Bologna in zona silenziosa e ben servita dai mezzi di trasporto pubblici, supermarket, ecc. L’appartamento è composto da una cucina abitabile, una sala, tre camere matrimoniali, due bagni, un ripostiglio, un balcone, una cantina. Le finestre e la porta d’ingresso sono dotate di sistemi di sicurezza.

L’accesso alla Casa Save avviene su richiesta del Pris, Asp Irides e dei Servizi territoriali della provincia di Bologna tramite telefonata a un cellulare di reperibilità tutti i giorni della settimana festivi compresi dalle 8 alle 20.
Al momento dell’ingresso viene fatta una valutazione del rischio della situazione della donna e dei minori coinvolti, elaborando di conseguenza un piano di gestione del rischio, in un progetto personale individualizzato. La permanenza nella casa Save è prevista per 1 mese circa.

Le destinatarie del Servizio sono donne maggiorenni italiane e straniere – con o senza minori – ad alto rischio di maltrattamenti e violenze e che necessitino di un’immediata ospitalità a causa della pericolosità del rientro nella propria abitazione, e che per questo si siano rivolte alle Forze dell’ordine o ai Pronto soccorso, ai Servizi Sociali, o direttamente al Centro Antiviolenza, dichiarando di non poter rientrare presso il proprio domicilio perché a rischio immediato di subire violenza. Per “alto rischio” si intende rischio di violenza molto grave o letale, che possa procurare lesioni personali gravi, omicidi o tentativi di omicidio, inclusi i così detti crimini e uccisioni in nome dell’onore.

Il servizio è a favore delle donne e dei loro figli/e minori ed è totalmente gratuito. Per le donne straniere che non parlano l’italiano viene fornita la possibilità di svolgere alcuni colloqui con una mediatrice linguistica. A tutte le donne ospitate verrà offerta la possibilità di usufruire dei servizi che la Casa delle donne per non subire violenza di Bologna fornisce:

  • counseling specifico sulla violenza
  • consulenza legale
  • ospitalità in appartamenti a indirizzo segreto (Case rifugio)
  • ospitalità in alloggi di transizione verso l’autonomia
  • gruppi di confronto e sostegno
  • sostegno alla genitorialità per le madri, sostegno educativo per i minori
  • sportello di orientamento e accompagnamento al lavoro
  • accompagnamento presso Agenzie della rete territoriale (Forze dell’Ordine, Servizi sociali e sanitari, studi legali, Tribunali….)

Il personale coinvolto prevede: la coordinatrice del progetto, la responsabile della casa Save, le operatrici per il supporto delle donne e i minori ospitati presenti quotidianamente nella struttura, un’esperta di valutazione del rischio, alcune formatrici, una psicologa psicoterapeuta per la supervisione dell’equipe di lavoro, una mediatrice culturale e un’avvocata esperta di maltrattamento e violenza di genere.

La formazione prevista nel progetto consisterà in 4 moduli formativi di 5 ore ciascuno e coinvolgerà tutto il personale del progetto e altri attori della rete a supporto delle donne ospitate nella struttura di emergenza. Aggiornamenti periodici riguarderanno il personale coinvolto nel servizio.

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Progetto nato grazie al sostegno del Ministero delle Pari Opportunità, Presidenza del Consiglio.