c.stampa: Un 8 marzo di lotta e di sciopero

La Casa delle donne con il movimento Non Una Di Meno scende in piazza e blocca ogni attività per lo sciopero femminista globale  contro le politiche misogine del governo

Per il terzo anno consecutivo le donne scendono in piazza e scioperano contro la violenza e le politiche misogine del governo. In più di 50 paesi al mondo il movimento Non Una di Meno lancia la grande mobilitazione globale che ha trasformato una ricorrenza ormai rituale come l’8 Marzo in una giornata di lotta e di sciopero dalla produzione di beni e servizi (hanno aderito i sindacati Usb, Cobas, Usi, dei trasporti, ecc.), dalla riproduzione della forza lavoro (compiti di cura e lavoro domestico imposti alle donne dai ruoli di genere) e dai consumi. Il lavoro delle donne, in casa e fuori, conta e fa la differenza, e la lotta delle donne è una lotta per i diritti di tutti e tutte. Casa delle donne e Non Una di Meno chiamano chiunque rifiuti l’alleanza tra patriarcato, razzismo e neoliberalismo a incrociare le braccia e a interrompere per tutta la giornata ogni attività lavorativa, formale e informale, gratuita o retribuita, fuori e dentro casa. A Bologna l’appuntamento è dalle 8,30 in Piazza Nettuno per confermare lo stato di agitazione permanente. Molteplici attività durante la mattinata: un microfono aperto alle scioperanti, collegamenti con chi non potrà essere in piazza ma vorrà comunque astenersi da ogni tipo di lavoro e prendere parola, uno spazio bimbe/i per socializzare la cura, lezioni di docenti univeristari/e, il gazebo della Scuola De Genere, il laboratorio della Consultoria transfemminista queer, un banchetto informativo sul Congresso mondiale delle famiglie a Verona con la risposta di Verona Transfemminista con Non Una di Meno, pranzo sociale in Piazza Verdi. Alle 17, poi, ci sarà un concentramento in Piazza XX Settembre per il corteo serale che arriverà fino a Piazza Maggiore.

In questo momento i diritti delle donne faticosamente conquistati in decenni di lotte vengono attaccati in modo spudorato. Dal ddl Pillon, che di fatto impedisce la separazione, soprattutto nei casi di violenza e maltrattamenti in famiglia, legittimando un’ascientifica (e creata da un pedofilo) sindrome da alienazione parentale, per punire le donne che cercano di proteggere se stesse e i loro figli dalla violenza. Dai ddl già presentati in Parlamento che mirano ad abolire la legge Merlin, per riaprire le case chiuse, dove le donne trafficate saranno ancor più sfruttate proprio perché irraggiungibili dal sistema di aiuto, e altri ancora guadagneranno sul loro corpo. Dai continui attacchi al diritto di aborto, fino agli intralci per garantire il diritto alla difesa delle donne migranti, l’abolizione della protezione umanitaria per tante donne che nel raggiungere il nostro paese hanno sofferto violenze gravissime. Dalla violenza verbale e dagli attacchi sui social a tutte quelle donne che nel campo della politica, dello spettacolo e dello sport ricoprono posizioni di spicco. Dalla tre giorni a Verona alla fine di marzo del Congresso Mondiale della famiglia, a cui partecipano tre ministri del governo, condividendo un chiaro disegno oltranzista che ci riporterebbe al Medioevo.  Dalle sentenze dei tribunali che dimezzano le pene per un femicidio perché l’autore ha agito in preda a una “tempesta emotiva”, contro questo chiaro progetto di restaurazione, la Casa delle donne, nelle parole della sua Presidente Maria Chiara Risoldi, vuole “scatenare un politico uragano emotivo” insieme a tutte le donne l’8 marzo.

Per l’adesione allo sciopero, la Casa delle donne chiude per una giornata il centro di ascolto di Via dell’Oro 3, ma mantenendo il numero di reperibilità per le sole ospiti delle strutture.

Nel 2018 la Casa ha seguito complessivamente 812 donne. Di queste, 640 hanno chiesto aiuto per la prima volta nel 2018, mentre 172 sono state seguite per motivi di violenza, da anni precedenti. Nel corso dello stesso anno, nelle case rifugio sono state ospitate 64 donne, insieme ai/alle loro 62 figli/e. Le segnalazioni sono state 286, e i colloqui personali svolti nell’anno 1.236. Rispetto al 2017 si è verificato un aumento di 110 donne, pari al 16%. Sono aumentato sia le donne nuove accolte (+12%); sia le donne in percorso da anni precedenti (+20%); sia le donne ospitate nelle case rifugio (+21%). Si tratta di un incremento di un certo rilievo e di entità superiore agli anni precedenti. Senza alcuna pretesa di “spiegare” in modo esaustivo i dati rilevati,  si può ipotizzare che esso sia il risultato di diversi fattori: una maggiore visibilità mediatica della Casa delle donne sul territorio della Città Metropolitana, un ambito in cui l’Associazione ha investito e sta investendo da diversi anni; una maggiore attivazione della rete antiviolenza cittadina, a cui la normativa più recente, in particolare la legge del 2013 c.d. sul femminicidio, ha dato nuovo impulso; una maggiore copertura mediatica, in senso lato, della questione della violenza maschile contro le donne; infine, l’aumento delle risorse offerte alle donne dall’Associazione stessa.  La Casa infatti nel corso del 2018 ha aperto una nuova struttura di ospitalità in emergenza, che si è andata ad aggiungere alla precedente.

Il settore Oltre la Strada ha avviato, nel corso del 2018, 21 percorsi di protezione sociale ai sensi dell’art 18 T.U. con donne vittime di tratta, a cui si aggiungono 13 percorsi ancora in carico dall’anno precedente. La nazionalità prevalente è quella nigeriana: 13 donne, 6 invece sono provenienti dall’Est Europa, e 2 di altre nazionalità. Sono stati effettuati 488 colloqui, 31 sono stati gli interventi in area medica, 34 in area sociale, 70 in area legale.

Le iniziative della Casa delle donne intorno all’8 marzo.

Il 6 marzo, dalle 18, presso la Libreria Coop Ambasciatori, presentazione del libro di Cristina Orlandi A ogni costo, ed. del Loggione. Dialoga con l’autrice Lorena Lusetti e intervengono Valeria D’Onofrio (Casa delle donne) e le avvocate Elena Tasca e Mafalda Monari. La protagonista del libro è una donna che ha subito violenza che è stata accolta dalla Casa delle donne e da altre donne. L’incontro con un’amica scrittrice ha fatto della storia di Serena un libro e una presa di parola di sé per tutte le donne.

L’8 marzo, alle 21 al Cinema Teatro Orione, Via Cimabue 14, si terrà il Concerto: A Change Is Gonna Come. Parole e musica per l’integrazione. I’m a Woman! Nato da una collaborazione tra il Lions Clubs di Crevalcore M. Malpighi e l’associazione Black in Bo sintetizza queste istanze in un elettrizzante concerto di pura black music con la band Groove City, la sensazionale “Soul Sister” Daria Biancardi e la partecipazione di Rick Hutton, voce narrante e conduzione. Introduzione letteraria di Edoardo Fassio, autore, giornalista, conduttore radiofonico. Incasso a favore della Casa delle donne. Biglietti su Vivaticket: https://www.vivaticket.it/ita/event/i-m-a-woman/127393

L’8 marzo, alle ore 10,30, al teatro Laura Betti di Casalecchio andrà in scena lo spettacolo Retrovie con Tita Ruggeri. L’evento è organizzato da Spi Cgil di Casalecchio, Casa delle donne sarà presente con un banchetto.

Dall’8 al 10 marzo presso il Centro commerciale La Meridiana di Casalecchio, Casa delle donne porterà la sua presenza con un banchetto informativo nell’ambito dell’iniziativa di Social Responsability shopping Citybility che favorisce l’incontro fra la cittadinanza e le no profit del territorio.

Il 9 marzo, alle 15, al DamsLab in Piazzetta Pasolini 5/b, dialoghi Be Unbounded (Sii sconfinata), momento di incontro e di dialogo intorno alla migrazione femminile e la violenza di genere, in collaborazione con la Biblioteca delle Donne e dell’Istituto Aldini Valeriani. Coordina per la Casa delle donne Martina Ciccioli, intervengono Barbara Pinelli, Annalisa Camilli, Faten Ismail, Marinella Massaro, Farah Saleh.

Il 9 marzo alle 18, Sala consiliare del Municipio di Anzola, Incontro “Immagin(ar)i di donna”. Alla presenza di alcuni amministratori, di Maria Chiara Risoldi, psicologa, psicoterapeuta e Presidente della Casa delle donne, di Angela Romanin, formatrice della Casa delle donne, e di Lorenzo Calza, sceneggiatore, scrittore-vignettista e musicista, ci si confronterà sulla rappresentazione della donna nell’arte, nella pubblicità, nella società, e di come questo abbia inciso e incida sulle condizioni di vita delle donne e degli uomini.

Il 10 marzo presso il Giardino Otello Bignami in San Rocco, le donne di DThe organizzano una giornata contro la violenza sulle donne. Alle 11, alla presenza delle istituzioni locali e della Casa delle donne, sarà inaugurata una panchina rossa n ricordo delle vittime di femminicidio. La giornata proseguirà con un pranzo sociale presso il Centro della Pace e alle 15 con un incontro pubblico in cui interverrà Anna Pramstrahler della Casa delle donne. Seguirà l’esibizione del Coro del Centro sociale.

 

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