L’8 marzo scioperiamo, ma il resto dei giorni lavoriamo troppo: richieste sempre in aumento, i dati della Casa delle donne

Anche quest’anno la Casa delle donne per non subire violenza di Bologna aderirà allo sciopero transfemminista chiamato da Non Una Di Meno. Ma scioperare, per un’operatrice antiviolenza, non è facile. Soprattutto quando le richieste d’aiuto continuano ad aumentare, e i finanziamenti rimangono gli stessi. Le donne che si sono rivolte a noi perché avevano subito violenza, nel 2024, sono state 990. È il numero più alto di sempre, come lo era stato quello del 2023 (964). 

Per accoglierle la Casa può contare su 5 operatrici contrattualizzate (per un totale di 138 ore lavorative a settimana) e 4 operatrici volontarie (58 ore di volontariato a settimana in totale). Ogni giorno le 9 operatrici del settore accoglienza incontrano nuove donne e chiudono percorsi conclusi, mantenendo tuttavia sempre in carico simultaneamente una media di 190 percorsi di fuoriuscita dalla violenza, comprensivi di percorso individuale, di gruppo e lavoro di rete .Una mole di lavoro imponente e simile a quella degli altri settori e servizi, da quello di psicologia all’ospitalità. 

“La violenza sulle donne – commenta la presidente della Casa delle donne Susanna Zaccaria – è un fenomeno pervasivo, e il sommerso è ancora tanto. Per questo abbiamo sempre ribadito che l’aumento delle donne che si rivolgono ai CAV è un dato positivo, che non rappresenta un aumento della violenza, ma l’emersione del fenomeno. Un dato negativo però c’è. Tutte le operatrici concordano nel dire che i percorsi di fuoriuscita dalla violenza stanno diventando più lunghi. Delle 990 donne accolte nel 2024, un terzo erano in percorso già dall’anno precedente. Non è facile indovinare le cause, ma sicuramente a rendere difficili i percorsi contribuisce il contesto economico e la difficoltà a riconquistarsi un’autonomia abitativa e lavorativa e la gravità delle violenze. Senza considerare la vittimizzazione secondaria che le donne subiscono, anche da parte delle istituzioni e nei tribunali, e che aumentano la difficoltà e la durata dei percorsi.”

Nel 2023 solo il 66% del budget necessario al funzionamento della Casa era coperto dai finanziamenti pubblici, e di questi una buona parte arrivavano dagli enti locali. Non solo: a garantire la sopravvivenza del CAV continuano ad essere le ore di volontariato, che nel 2023 sono state quasi 15mila. Quasi i due terzi delle ore di volontariato erano garantiti dal Servizio Civile, che oltre a permettere la formazione di nuove operatrici esperte e il passaggio di competenze per il contrasto alla violenza, era uno strumento fondamentale per la sopravvivenza stessa del CAV. Nel 2025 anche questo supporto verrà a mancare, perché per la prima volta il progetto presentato dalla Casa delle donne insieme ad altri CAV non ha ricevuto i finanziamenti. 

“Siamo al limite – conclude Zaccaria – e forse anche già oltre. Le operatrici hanno un carico di lavoro estenuante, e le donne che si rivolgono a noi si trovano ad aspettare quando non dovrebbero. Intraprendere un percorso di fuoriuscita è già una scelta difficile, non può esserci una lista d’attesa. L’importanza di avere nuove risorse ce la dimostrano i risultati quando riceviamo una donazione o un finanziamento: ogni volta che riusciamo ad assumere una nuova operatrice le donne accolte aumentano, e ogni nuovo appartamento per l’ospitalità è stato immediatamente riempito”. 

I dati: accessi alla casa, ospitalità in case rifugio e tipologia di violenza

Le donne che nel 2024 si sono rivolte alla Casa delle donne per non subire violenza di Bologna sono 1020, di cui 990 sono le donne che si sono rivolte a noi perché hanno subito violenza. Di queste, 695 si sono rivolte a noi per la prima volta nel 2024 (contro le 727 del 2023), mentre 295 erano già in percorso dagli anni precedenti (58 in più che nel 2023). Sono proprio le donne in percorso dagli anni precedenti a spiegare l’aumento complessivo registrato nel 2024. Per quanto riguarda l’ospitalità, nel 2024 sono state ospitate 82 donne (di cui 52 senza figli/e e 30 con figli/e) e 50 figli/e minori, per un totale di 131 tra donne e bambin* ospitate nell’arco dell’anno. 

I dati mostrano una prevalenza di donne nate in Italia tra quelle che si sono rivolte alla Casa per la prima volta nel 2024: le donne nate in Italia sono state 461 (il 70% circa), mentre le donne nate in altri Paesi sono state 199, e in 35 casi il dato non è stato rilevato. Delle donne nuove che hanno subito violenza, il 58% (379) ha figli/e. Di 643 bambine e bambini, la metà hanno a loro volta subito violenza. Sono infatti 362 (il 56,1%), i bambini e le bambine che hanno subito violenza diretta, assistita, o entrambe.

Per quanto riguarda la tipologia di violenza, delle 695 donne che hanno subito violenza accolte per la prima volta nel 2024, 380 donne (il 55%) hanno dichiarato di aver subito violenza fisica, 234 (il 34%) hanno subito violenza economica, 158 hanno subito violenza sessuale (il 23%), mentre 651 hanno subito violenza psicologica (94%). Rispetto all’anno precedente, registriamo una lieve decrescita percentuale dei casi di violenza fisica e della violenza sessuale, che negli ultimi anni era aumentata significativamente. Aumenta invece la frequenza dei casi di violenza economica, che crescono di 5 punti percentuali rispetto al 2023. Resta invece pressoché invariata ed estremamente pervasiva l’incidenza dei casi di violenza psicologica. 

Olas – Oltre la strada 

Olas è un servizio rivolto a donne migranti vittime di tratta e sfruttamento sessuale e/o lavorativo. 

Nel 2023 ha accolto un totale di 28 donne, di cui 15 erano già in percorso da anni precedenti. 

L’accesso ad Olas, a differenza di quello alla Casa delle donne, avviene usualmente in seguito a segnalazione da parte di terzi. Per quanto riguarda i canali di accesso, 16 donne sono arrivate tramite altre associazioni, 1 tramite segnalazione delle forze dell’ordine, 2 sono arrivate tramite servizi sociali/sanitari, 1 donna è arrivata autonomamente, 1 tramite segnalazione di amici/conoscenti/clienti, e 7 sono arrivate tramite altri canali (Unità di strada, numero verde, avvocat*).

I dati seguenti fanno riferimento esclusivamente alle 13 donne nuove accolte dall’inizio dell’anno. Di queste, 12 hanno subito sfruttamento sessuale, mentre 1 ha subito altri tipi di sfruttamento lavorativo. Per quanto riguarda la provenienza, una delle donne accolte proveniva dall’Est Europa, 5 sono di nazionalità nigeriana, 4 venivano da altre regioni africane (specialmente Nord Africa), mentre 3 sono di altre nazionalità. 

Verso e oltre l’8 marzo: tutti gli appuntamenti

Laboratorio di collage femminista e transfemminista

7 marzo – Space Factory – Labàs, Vicolo Bolognetti 2

Questo venerdì alle 18 le volontarie della Casa delle donne presentano un laboratorio di collage per unire la lotta transfemminista e la pratica dei Centri Antiviolenza attraverso il collage. Partecipazione a offerta libera. 

Rinominazione fermata Zanolini

7 marzo – Fermata Zanolini – Casa delle donne

Venerdì la fermata Zanolini, nei pressi della sede del Centro Antiviolenza verrà rinominata Zanolini – Casa delle donne. L’azione, frutto di una virtuosa collaborazione con Tper, comprenderà l’affissione di vetrofanie con i riferimenti e contatti del Centro, utili a diffondere un messaggio importante in un punto così frequentato della città. La rinomina della fermata contribuisce ad avvalorare e radicare ancor di più la presenza di Casa delle donne in Cirenaica, dopo il trasferimento dello scorso anno.

Sciopero transfemminista e manifestazione

8 marzo – in Piazza con Non Una di Meno

Dalle 10.00 del mattino saremo in Piazza Maggiore con un banchetto insieme a tutte le donne e persone in sciopero. Anche quest’anno porteremo in piazza i cartelli realizzati dalle donne ospitate nelle case rifugio. Alle 15.30 ci troveremo in concentramento i giardini di Villa Cassarini per prendere parte al corteo, che partirà alle 16.30 da Porta Saragozza. 

Biblioteca vivente

8 marzo – Piazza Giovanni XXIII, Anzola dell’Emilia

Storie di donne sopravvissute alla violenza di genere, operatrici e volontarie di Casa delle donne per non subire violenza. L’appuntamento è per sabato 8 marzo, dalle 10 alle 11:30, davanti alla Sala Polivalente di Anzola dell’Emilia.

Presentiamo il lavoro della Casa delle donne

8 marzo – Centro Malpensa, San Lazzaro

Alle 15.30, presso il Centro Malpensa di San Lazzaro in Via Jussi 33,la casa delle donne per non subire violenza APS racconterà il lavoro e le attività del Centro Antiviolenza. Iniziativa promossa da SPI – ANPI – COOP & co.

Donne in musica: La famiglia Boulanger

14 marzo – Conservatorio GB Martini, Sala Bossi, Bologna

Si rinnova la collaborazione con il Conservatorio e con la Prof.ssa Stefania de Stefano, quest’anno alla scoperta  delle due sorelle più influenti della musica moderna. L’appuntamento è alle 18.30, presso il Conservatorio GB Martini, Sala Bossi. La Casa delle donne sarà presente con un banchetto di raccolta fondi.