La Casa delle donne firma un nuovo protocollo Acer per la gestione delle case rifugio

Nella mattina di oggi, martedì 5 marzo, la presidente della Casa delle donne per non subire violenza di Bologna ha firmato un importante protocollo con Acer per la gestione della manutenzione delle case rifugio e degli alloggi di transizione. Si tratta di un riconoscimento importante per il centro antiviolenza, e di un passo avanti nella qualità dell’ospitalità offerta alle donne che intraprendono percorsi di fuoriuscita dalla violenza.

Tra i servizi offerti dalla Casa delle donne c’è anche l’ospitalità, in alloggi di vario tipo. In particolare, il centro antiviolenza gestisce 17 posti letto di ospitalità in emergenza in Casa Save Ri-Uscire, tre case rifugio ad indirizzo segreto con 27 posti letto complessivi e 8 alloggi di transizione (18 posti letto). Di questi, gli alloggi di transizione e le case rifugio si trovano in appartamenti di proprietà del comune e della città metropolitana, in cui Acer gestisce la manutenzione straordinaria.

“Negli anni – racconta Deborah Casale, responsabile della manutenzione ed RSPP della Casa delle Donne – abbiamo costruito un rapporto con Acer, che ha sempre riconosciuto la specificità degli alloggi del centro antiviolenza. Il protocollo che abbiamo firmato oggi non è solo un riconoscimento formale di questa specificità, ma una garanzia di maggiore sicurezza per le donne che si rivolgono a noi”.

Alcuni degli alloggi gestiti dalla Casa delle donne sono a indirizzo segreto, e le donne, i bambini e le bambine che vi abitano hanno esigenze particolari, trovandosi all’interno di un percorso di fuoriuscita dalla violenza. Per esempio, le donne non possono spostarsi in un altro appartamento durante i tempi necessari per una riparazione, gli appartamenti non sono abitati da un solo nucleo familiare, ed è importante avere un rapporto di fiducia con chi si occupa della manutenzione.  Il protocollo istituisce delle procedure dedicate per garantire che negli alloggi gestiti dalla Casa delle donne siano garantiti interventi puntuali e in sicurezza. Inoltre, il protocollo prevede l’individuazione di una o più squadre di manutenzione fisse, così da evitare che si moltiplichino i tecnici coinvolti nella manutenzione degli alloggi a indirizzo segreto. In questo modo, sarà possibile costruire un rapporto di fiducia tra le operatrici e i tecnici, e soprattutto garantire maggiore sicurezza alle donne alle bambine e ai bambini ospitati.

“Siamo molto felici di questo accordo – commenta la presidente della Casa delle donne Susanna Zaccaria – che per noi è prima di tutto il consolidamento di un rapporto di collaborazione già avviato da tempo. Il protocollo Acer riconosce la specificità degli alloggi che abbiamo in gestione e stabilisce delle procedure ufficiali per rispondere alle necessità di un centro antiviolenza, permettendoci di garantire maggiore sicurezza e stabilità alle centinaia di donne, bambine e bambini che ospitiamo ogni anno”.