
Il progetto Medusa, finanziato da ActionAid International Italia E.T.S e Fondazione Realizza il Cambiamento nell’ambito del progetto NORA against GBV e cofinanziato dall’unione Europea, è realizzato da Casa delle donne per non subire violenza con l’obiettivo di prevenire e contrastare la violenza sessuale in tutte le sue forme.
Si tratta di un progetto di ricerca-azione che intreccia:
- ricerca sui dati che riguardano la violenza sessuale in Italia i cui risultati verranno condivisi pubblicamente per promuovere una maggiore consapevolezza collettiva non solo fra i Centri Antiviolenza e sportelli universitari ma anche fra tutti i soggetti della rete che, a vario titolo, possono intercettare donne in percorso di fuoriuscita dalla violenza;
- capacity building per le operatrici di Casa delle donne con l’obiettivo di ridurre la traumatizzazione vicaria e contribuire all’apprendimento di nuovi modelli di cura e intervento che prendano in considerazione modelli e tecniche innovative di elaborazione e supporto del trauma subito;
- la costruzione di una rete di sportelli universitari, spazi che più di tutti intercettano il fenomeno, soprattutto per quanto riguarda le giovani donne.
L’approccio multidisciplinare e intersezionale, in linea con la metodologia della Casa delle donne, tiene conto della natura complessa e della pervasività della violenza di genere. I numeri parlano chiaro: nel 2024, su 695 nuove donne accolte alla Casa delle donne, 158 hanno subito violenza sessuale. Questo dato evidenzia l’urgenza di un intervento immediato e strutturato.
Le principali destinatarie del progetto sono le donne che hanno subito violenza sessuale e quelle a rischio. Per questo motivo, accanto alle azioni concrete, Medusa prevede una campagna di comunicazione per sensibilizzare le generazioni di donne giovani e adulte, riguardo le molteplici forme e manifestazioni della violenza sessuale. In questo modo verrà aumentata la consapevolezza rispetto alla violenza sessuale sia tra le giovani, sia nelle relazioni intime, sia in contesti di studio che di lavoro. L’azione mira a diminuire il senso di isolamento e solitudine esperito dalle donne che subiscono violenza sessuale e il processo di ribaltamento di responsabilità che ne consegue (victim blaming).
Il progetto si concluderà a settembre 2026.